Oltralpe il servizio è già realtà apprezzata
CIRCA UN ANNO FA, quando ho inviato a Vita da pendolare una mail per dire quanto mi sarebbe piaciuto avere una biblioteca in treno, non mi aspettavo di ricevere tante adesioni. Devo dire che mi ha fatto piacere. Si vede che l’idea, oltre che a me, sorride anche ad altri. Adesso mi piacerebbe che qualcuno mi dicesse come sarebbe possibile concretizzarla. Se le Ferrovie ci aiutano e se ci aiutiamo fra di noi pendolari, si può provare a risolvere i problemi organizzativi.
Alessandro, Milano
UN ESEMPIO di quello che si potrebbe fare viene dalla Francia, a dimostrazione che la proposta del nostro lettore non è per nulla una utopia. La Sncf, consorella d’Oltralpe di Trenitalia, ha messo a disposizione dei viaggiatori una grande biblioteca virtuale. Il primo tentativo risaliva al 2004, sulla linea della Lorena. Dopo il primo mese di sperimentazione, una media di più di un cliente su tre era diventata cliente abituale del servizio. Visto il successo, il progetto è stato esteso a livello nazionale, considerato anche che in Francia il 95 per cento dei passeggeri dei treni dispone di uno smartphone, di un tablet, di un notebook. Da qualche mese sui convogli regionali e sugli intercity si può utilizzare il servizio di lettura, scaricando gratuitamente l’app Sncf e-Live su Android o iOS per accedere al catalogo della biblioteca, che offre la bellezza di 100mila titoli. Per i primi 45 giorni di servizio la consultazione è del tutto gratuita. Al termine di questo periodo, è possibile proseguire nella lettura o nella consultazione sottoscrivendo un abbonamento mensile al costo di 9,90 euro. Chi decide di non fare l’abbonamento, ha a disposizione 5000 grandi classici e una selezione di opere che viene rinnovata mensilmente, tra cui una di rilievo editoriale o di particolare attualità, dieci uscite nazionali e una selezione di pubblicazioni di carattere regionale che riguardano il luogo dove si trova il viaggiatore, con notizie e curiosità. Non è stato tutto uno scorrere sul velluto. Gli editori hanno nicchiato e si sono mostrati scettici sulla cessione dei diritti d’autore, soprattutto per i libri di ultima uscita. Così, ci si è accordati perché il 65 per cento dei proventi degli abbonamenti venisse destinato alle case editrici. Gli editori hanno ottenuto anche un’altra cosa. Alcune nuove uscite non saranno presenti nel catalogo ferroviario in versione integrale ma solo con estratti o anticipazioni di una ventina di pagine. In Italia esiste un lontano ma importante precedente che è doveroso citare. Era il 2003 quando l’Associazione Dopolavoro Ferroviario, con l’aiuto di Trenitalia, decise di fare circolare oltre un migliaio di volumi, tolti dagli scaffali della propria sede.
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