In Canada con Kimi, Hamilton e Kubica
Passa il campione del pallone.
E fa: allora, quando la smettete di perdere, con quella Ferrari.
Quando tu vinci la Champions, ho risposto.
Segue festoso sfanculamento reciproco.
Ah, già.
Il Canada!
A Montreal talvolta ho visto corse e cose bellissime.
Non scomoderò il meglio del repertorio di Schumi, tipo il 1998 o anche il 2000.
Semmai a Michael debbo l’irritazione del bacio al muro dei Campioni, nel 1999.
Mi girarono talmente le scatole che fui severo nel giudizio, però quello sfogo mi fece conoscere il grande Otelma, in un’altra era co fondatore di questo ameno luogo detto Clog.
Montreal ha un fascino particolare. E’ una pista anomala. A fare il guardone lì mi sono sempre divertito.
Per dire, proprio nel 1999 Irvine con la Rossa fece una rimonta pazzesca, una quantità industriale di sorpassi e chi poteva immaginare che poche settimane dopo, con Schumi kappao a Silverstone, sarebbe diventato, lui Eddie, il capitano della Ferrari?!?
Ma, dovendo scegliere tra i ricordi, prendo il 2008.
Hamilton che tampona Raikkonen in corsia box.
Kimi che pacatamente esce dall’abitacolo e gli indica il semaforo.
Una compostezza perfino geniale, se si pensa a cosa c’era in palio (tra l’altro, accadesse oggi, la maggioranza degli osservatori babbei sosterrebbe che comunque la colpa spetta a Raikkonen, a prescindere, pure se lo tamponano).
Ma io penso al 2008 perché, in quelle strane circostanze, la spuntò Kubica.
Sono amico di Robert.
Il destino gli ha tolto molte emozioni, anche se la cosa importante è che sia ancora qua, a divertirsi guidando altre macchine.
Hamilton e Raikkonen in pista ci sono ancora, otto anni dopo.
Ancora protagonisti.
Anche qui, ci sarebbe da riflettere, però debbo decidere se è meglio puntare su Pellè o Zazà e temo di sognarmi Insigne….