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Strage di Nizza. Senza colpevoli esitazioni contro la strategia dei vili

NON CI PUÒ essere festa nell’Occidente cristiano. Così il 14 luglio francese, la presa della Bastiglia, deve diventare un lutto perché il sedicente Califfo ha deciso che i suoi nemici non possono e non debbono avere momenti di orgoglio e di celebrazione nazionale, non debbono aver motivo di ricordare le loro radici politiche e culturali.
Gli obiettivi debbono essere semplici, facili da colpire, i cosiddetti soft targets, e altamente simbolici. Si temeva per i Campionati europei di calcio. Sono scivolati via lisci per una mobilitazione di sicurezza massiccia e senza precedenti. Non erano evidentemente semplici a sufficienza per l’Isis. Molto meglio la Promenade des Anglais di Nizza, gremita di folla.
LA PRATICA del terrorismo in Europa si avvicina sempre più a quella dei falchi palestinesi, che non si è mai fatta scrupolo di colpire anche gli individui inermi, per esempio i coloni israeliani trucidati nelle loro abitazioni assieme ai loro figli in tenera età.

L’obiettivo immediato è quello di cambiare le nostre vite, offuscare le vittorie militari sul terreno di battaglia in Siria, in Iraq e in Libia, bloccare un possibile riavvicinamento fra l’Occidente e la Russia proprio sul terreno della lotta planetaria al terrorismo della guerra santa islamica. Una guerra fatta solo di orrore.

QUELLO che l’Isis tenta di stimolare è anche una reazione militare all’interno dei nostri Paesi, una reazione che acuisca scontro e favorisca il suo proselitismo: «I crociati ci attaccano, dobbiamo reagire», è il mantra della propaganda terrorista. È noto per esempio che in Israele sono legittime (le ha avallate la Corte Suprema) le «esecuzioni selettive» nel caso che non ci sia altro modo per evitare un’azione mortale di adepti del terrore. Verso questa strada ci vuole sospingere il Califfo. La nostra cultura e la nostra intelligenza non debbono farci cadere nella trappola della guerra civile interna, ma contemporaneamente tutti i nostri apparati di sicurezza debbono essere rafforzati. Anche destinando a loro i fondi adeguati. Il dividendo della fine della guerra fredda deve essere speso in quella direzione senza colpevoli esitazioni.