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Quando Ross Brawn non mi pagava l’affitto

Debbo una spiegazione a quanti tra voi, tra le righe o direttamente, mi hanno chiesto lumi sulla relazione storica tra la Ferrari e Ross Brawn, eterno oggetto del desiderio.

Allora.

Correva l’anno 2006 e ormai si sapeva che Schumi, al termine della stagione, avrebbe appeso il casco al classico chiodo.

L’annuncio ufficiale venne dato solo a Monza, ma chi viveva le atmosfere Rosse sapeva tutto. Raikkonen addirittura aveva firmato il contratto per la successione più difficile all time alla fine dell’estate del 2005!

Ross Brawn disse a Montezemolo che, staccando la spina Michael, riteneva opportuno prendersi dodici mesi di sabbatico.

Tra Benetton e Ferrari, più i prototipi Mercedes in precedenza, in pratica la sua carriera di direttore tecnico si era identificata con l’ex ragazzo di Kerpen.

LCDM accettò la pausa di riflessione, tanto per il 2007 Todt sarebbe comunque restato al comando e al muretto.

Quindi Kimi il suo mondiale lo ha conquistato ‘senza’ Brawn.

O meglio.

Ross, per quanto momentaneamente a riposo, si presentò in divisa Ferrari alla famosa udienza del processo di fine estate a Parigi, sede Fia, contro gli imbrogli della McLaren copiona.

Nessuno lo aspettava a Place de la Concorde e invece lui si materializzò e il suo intervento davanti alla giuria fu fondamentale, perché con perizia da addetto ai lavori spiegò come e perché le informazioni illecite in possesso degli sgherri di Ron Dennis garantissero un vantaggio in pista totalmente abusivo.

Io stavo davanti alla sede Fia e alla vista di Brawn dissi a me stesso: bene, con questo gesto, cui non era tenuto, ha ipotecato la successione di Todt.

Per la verità nella stessa situazione feci la felice conoscenza di Odin, poi diventato in questa sede vice Nume, e quindi oggettivamente le mie idee erano poche ma ben confuse.

Infatti Brawn non fu mai nominato capo del reparto corse Ferrari.

Gli venne preferito il mio amico Domenicali e ne fui contento.

Qui potremmo aprire un dibattito destinato a durare non ore ma anni

Va da sé che se uno prende i risultati di Stefano (ma ha perso 3 mondiali piloti per 7 punti complessivi…) con quello che Ross ha ottenuto altrove, come ‘costruttore’ in prima persona nel 2009 e poi come reclutatore Mercedes dall’alba del 2010 in poi, ecco, candidamente lo ammetto.

Non c’è paragone.

Ma è facile parlare dopo!

A me, tra il 2007 e il 2008, piaceva moltissimo ‘idea di promuovere nei ruoli top i vice della multinazionale gloriosa griffata Cavallino.

Domenicali per Todt.

Costa per Byrne.

Baldisserri per Brawn.

Fu una cazzata?

Con il senno di poi, fu una cazzata.

Ma io l’ho condivisa e non mi chiamo fuori (gli archivi servono anche per questo, ehm ehm).

Nel suo lavoro, Ross Brawn è un fenomeno.

Punto.

Era un fenomeno anche ad occupare con le sue cianfrusaglie un garage di mia proprietà quando abitava a Sassuolo, ma lasciamo stare. Non pagava l’affitto e io lo perdonavo, mi ricompensava con le vittorie della Rossa.

In Ferrari hanno tentato di recuperarlo già a fine 2011.

Ma era già tardi.

So che ci hanno riprovato, ancora era Montezemolo, a fine 2013, quando Ross stava uscendo dall’orbita Mercedes.

Ormai ricchissimo e appagato, rispose che non gli interessava più l’argomento.

E’ normale che Marchionne ci stia provando di nuovo.

Io, al suo posto, farei la stessa cosa, al limite per disperazione.

Se può servire, lo giuro.

Gli affitti arretrati del garage, non li reclamerei.