Con Montezemolo a Rio, pensando a Marchionne
Beh, deve essere una sorta di maledizione.
Oppure una dolcissima persecuzione.
Primo giorno a Rio.
E primo incontro?
Arriva in sala stampa, preceduto da un ciuffo svolazzante, Luca Cordero di Montezemolo (che non è un incrociatore, era solito scrivere un grande corsivista dell’Unità, il mitico Fortebraccio).
L’ex presidente della Ferrari sta qua come testimonial di Roma 2024.
E’ scortato (o viceversa è lui che fa da scorta) dal suo grande amico Malagò-Megalò, presidente del Coni.
Due arzilli vecchietti, a pensarci bene.
Tre arzilli vecchietti, perchè in effetti l’abbraccio mio con Mr. Ciuffo Svolazzante è stato quasi commovente.
Mi ha detto: ‘Della Ferrari da Gran Premio non parlo, se non per dire che mi fa piacere Marchionne sostenga che all’interno della azienda ci sono risorse umane formidabili. Infatti c’erano anche due anni fa, trattandosi di tutta gente che ho assunto io’.
Et voilà.
Malagò-Megalò mi ha abbracciato anche lui e ha spiegato che entrando lo skateboard nel programma dei Giochi, ecco, magari in futuro potrebbe starci pure la Formula Uno.
Così, ho aggiunto io sconfortato, magari la vinciamo noi con la Rossa, la medaglia d’oro.