Pescando sogni olimpici sotto rete
Immagino pochissimi sappiano quanto segue.
I miei primissimi articoli, pubblicati ahimè più di quaranta anni fa!, erano dedicati alla pallavolo.
E deve essere vero che il primo amore non si scorda mai.
Infatti sono stato, oggi, prima a vedere le ragazze del beach, contro le egiziane. Un confronto anche socio-culturale, a giudicare dalla diversità d’abbigliamento.
E poi Italia-Usa, torneo maschile, successo azzurro per 3-1.
Magari interesserà a pochi, eppure io ho sempre tenuto, sulla scrivania personale, il ‘tabellino’ della finale del torneo di volley di Atlanta.
1996.
Olanda 3 Italia 2.
17-15 al tie break.
Svanì, una domenica notte, il sogno della generazione alla quale appartenevo.
Ero partito in viaggio con loro. Dal fondo.
Tofoli, Bernardi, Papi, il povero Bovolenta, Gardini, Giani, Meoni, Zorzi, Gravina, Bracci, Cantagalli, Sartoretti. Allenatore Giulio Velasco.
Fratelli, più che atleti da raccontare.
Avevano vinto tutto, più e più volte.
E io sempre con loro, tra un Gran Premio e l’altro.
L’Olimpiade, quella no.
Quella mai.
Ho visto qui al Maracanazinho questa Italia del 2016.
Potrebbero essere figli miei.
Sono passati vent’anni da quella notte nella Georgia americana.
Stao a vedere che…