F1, due mesi all’alba
Due mesi all’alba.
26 gennaio. 26 marzo.
Le cose che so.
1) In Ferrari c’è una atmosfera che ricorda un antico detto. “Tra coloro che son sospesi…”
Non faccio profezie sulla nuova vettura. Ogni tanto qualcuno tra voi qua scrive: ah, ma perché non ci anticipi qualcosa sulla macchina ?…
Ah, e’ semplice. Ho imparato a coltivare la brutta dote della diffidenza. Ho le mie speranze, ho le mie preoccupazioni.
Aspetto.
2) E’ singolare il diffondersi improvviso (abbastanza) di ansie figlie delle nuove regole. Riassumo. Circuiti inadatti alla nuova conformazione delle monoposto. Piste da risistemare d’urgenza. Pirelli che fa sapere di temere, causa gommoni e larghezza delle auto, processioni con… fedeli in coda dalla prima e ultima curva.
Domanda: e pensarci prima no, eh?
3) E’ possibile che l ‘andamento della stagione influisca tanto sulle strategie dei proprietari americani. Se le osservazioni al punto due sono fondate, quelli di Liberty Media si incazzano come bestie . Poco, ma sicuro.
4) Piloti. Tra due mesi, da Melbourne in poi, Hamilton avrà tutto da perdere. O vince o vince. Il fantasma di Rosberg lo perseguiterà a prescindere.
Verstappen avrà addosso gli occhi di tutti. Deve assolutamente imporsi su Ricciardo e tanto facile non sarà.
Vettel secondo me e’ il più tranquillo. Se la Ferrari non va, un 2018 altrove lo aspetta. Se la Ferrari va, Seb lotta per il titolo.