Quel sipario sulla Manor di Furbatto
Il sipario calato sulla Manor purtroppo non rappresenta una sorpresa.
Mi dispiace in generale e molto mi dolgo per Luca Furbatto, il progettista italiano del team. Siamo amici, ho avuto modo di conoscere anche i suoi genitori. Nemmeno staro’ a scrivere dove mi piacerebbe ritrovarlo al lavoro, e’ troppo facile.
Quando una piccola squadra scompare, diventa inutile attribuire colpe a questo o a quello. Ci sono situazioni che non possono essere governate con i buoni sentimenti. E la Manor-Marussia, negli anni, non ha mai trovato una stabilità finanziaria. Peccato, perché di questa storia hanno fatto parte, in momenti diversi, non solo Furbatto e Tombazis e Fry, ma pure l’indimenticabile Jules Bianchi e Luca Colajanni.
Io ho visto sparire la Ligier e la Tyrrell, la March e la Lotus, rammento persino la Hesketh e la Wolf. Succede, non è bello, non so se ci sia una soluzione.
A me, lo dico sommessamente, piacerebbe una Formula Uno meno costosa, con grandi costruttori mischiati ai garagisti, con una ripartizione dei ricavi più generosa nei confronti dei piccoli.
Peraltro mi piacerebbe anche andare a cena con Julia Roberts, quindi ovviamente non faccio testo.