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Quell’ossimoro di Angelino

A Mussolini che lo aveva appena rimosso da segretario del Fascio sostituendolo con il nerboruto Achille Starace, prima d’essere spedito al confino Leandro Arpinati obiettò: «Ma quello è un cretino!». «Lo so — rispose il Duce — ma è un cretino obbediente». Nei movimenti carismatici funziona così. Un dissenso temperato è senz’altro possibile, esisteva persino nel Fascismo, mentre è certo che le cariche apicali sono riservate non necessariamente ai «cretini» ma senz’altro agli «obbedienti». Perciò risulta francamente incredibile, nel senso letterale di non credibile, la pretesa di Angelino Alfano di poter essere «diversamente berlusconiano». Si tratta di un ossimoro, una figura retorica che concilia due termini contraddittori. In questo caso, «Berlusconiano» e «diversamente». Ridicolo solo pensarlo. Soprattutto volendo conservare la guida formale di Forza Italia. Perché quella sostanziale, è evidente, c’è l’ha Berlusconi. Il vero problema, per quella consistente fetta di dirigenti azzurri convinti che la crisi di governo e le elezioni anticipate siano un duplice suicidio, è che non hanno un leader. Non ce n’è uno, tra loro, dotato di carisma. Non ce n’è uno che possa ragionevolmente ottenere un buon successo elettorale.
C’era Gianfranco Fini, ma, avendo malamente bruciato tutte le sue carte, Fini ora non c’è più. E non c’è più neanche Mario Monti, un altro che ha allegramente dilapidato il proprio, potenziale, patrimonio politico. C’è Luca Cordero di Montezemolo, forse, il quale ha se non altro dimostrato d’essere più furbo di altri quando ha deciso di rimanere chiuso negli spogliatoi anziché scendere in campo con la squadra montiana. Fino a pochi giorni fa girava voce si sarebbe presto schierato a favore di Renzi: è possibile cambi metà campo, ma è da dimostrare che abbia le qualità del leader politico. Perché è di questo, in fondo, che si tratta: di dare un leader alla metà del Paese che non voterà mai a sinistra. Non significa «tradire» Berlusconi; significa solo prendere atto che Berlusconi ha perso la guerra con la magistratura e non sarà dunque candidabile. I vuoti, in politica, si riempiono sempre. Ma FI è ancora «piena» della presenza di Silvio Berlusconi. C’è dunque da credere che, se non verranno umiliati e costretti a far le valigie, la maggior parte di coloro che ieri dissentiva oggi si riallineerà. E non basterà certo un manipolo di fuoriusciti a dare corpo ad un nuovo centrodestra.