L’altra faccia del “mite Letta”
Confidava nei giorni scorsi Matteo Renzi che «il governo è debole perché debole è il presidente del Consiglio». Non parlava del contesto politico, l’aspirante successore, ma proprio del carattere di Enrico Letta: «Debole», appunto. Cioè «irresoluto», «insicuro», «privo di forza». «Il mite Letta», scrissero i giornali italiani quando Giorgio Napolitano gli diede l’incarico. «Il mite Letta», ripetè la Bbc. E seppure una certa inclinazione del premier alla pazienza e alla tolleranza appare evidente, più d’un fatto lascia scorgere in lui un’inclinazione machiavellica per molti inaspettata. Emblematica la decisione di congelare il decreto che venerdì avrebbe dovuto scongiurare l’innalzamento dell’Iva. Nulla impediva di far svolgere il Consiglio dei ministri, approvare il decreto e un attimo dopo porre al Pdl la necessaria questione politica. «Letta ha invece bloccato tutto manovrando affinché la colpa dell’innalzamento dell’Iva andasse a Berlusconi», sussurra, ammirato, un ministro del Pd. Diranno gli storici quanto la mossa sia stata efficace. E’ infatti evidente che il Cavaliere ha colto al volo quella che lui stesso ha confidenzialmente definito «un’occasione da non perdere, perché se rompiamo sulla giustizia gli italiani non ci capiscono, ma sull’Iva…». Ciò non toglie che «il mite Letta» abbia dimostrato di possedere quel po’ di cinismo di cui un leader politico, soprattutto se di origini democristiane, non può essere sprovvisto. Il secondo esempio riguarda Renzi. Se due sabati fa l’assemblea nazionale del Pd s’è chiusa con un nulla di fatto, è stato perché il lettiano Dal Moro ha posto il veto all’accordo cui erano giunti bersaniani e renziani. Obiettivo: consentire a Letta di contendere a Renzi la premiership futura. E pazienza se il flop sulle regole congressuali ha rappresentato un ennesimo sfregio sul volto del partito. Per ragioni simili, quando lo scorso maggio il renziano Giachetti propose una mozione per abolire il Porcellum Letta chiese al Pd di votare contro. Il motivo è semplice: scomparso il vituperato Porcellum sarebbe caduto uno dei principali argomenti per opporsi alle elezioni, e il governo avrebbe avuto vita ancor più difficile.
Certamente mite, il mite Letta, ma come osservò Norberto Bobbio «anche i miti non disdegnano di uscire dalla loro indole profonda e indossare quella dei loro nemici», scatenando così quell’«ira dei mansueti» di cui parla anche la Bibbia.