Ma questa non è la riforma della giustizia
Ma perché (tranne poche eccezioni, e voi siete fra queste) i giornali non hanno raccontato i disagi (per usare un eufemismo) che la chiusura dei piccoli tribunali sta provocando fra i cittadini? Va bene che dobbiamo risparmiare, ma siamo proprio sicuri che questo sia il metodo giusto? Temo che all’atto pratico non ci saranno benefici per le casse statali.
Giulio Bassi, Milano
A temerlo non sono solo i lettori come lei che osservano sbigottiti e preoccupati al trasferimento da un posto all’altro delle pratiche, ma nove regioni che hanno preso coraggio e scritto al governo per chiedere addirittura un referendum abrogativo della legge di riforma della geografia giudiziaria. Perché – è stato il commento – dopo aver assistito al balletto delle cifre sui possibili risparmi, con previsioni sempre più al ribasso, abbiamo compreso che in realtà tra sedi da affittare o da ristrutturare e altre nuove di zecca, ma chiuse, il primo impatto del provvedimento è di una decisiva perdita economica. Molti uffici sono ancora chiusi, le udienze vengono rinviate d’ufficio, gli scatoloni sono sui pavimenti con dentro i fascicoli di procedimenti che riguardano migliaia di cittadini. E a farne le spese sono, come al solito, i cittadini.
laura.fasano@ilgiorno.net