L’agenda del signor G: da Einaudi al web
DA UN LATO c’è il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, che scivola su una battuta: «Gli italiani sono poco occupabili». Ultimi, secondo l’Ocse, nello scrivere e leggere, penultimi nel far di conto, dunque poco attrezzati a sopravvivere. Conquista così, con il corredo consueto di tuoni e fulmini, il posto libero sul podio dopo i «bamboccioni» di Tommaso Padoa-Schioppa e i giovani choosy (schizzinosi) di Elsa Fornero. Dall’altro lato c’è Eric Schmidt, presidente esecutivo di Google che — invitato a parlare agli studenti al primo incontro del ciclo ‘Tra Giovani, Web e informazione di qualità’ promosso dall’Osservatorio Permanente Giovani-Editori a Roma — spiega: «Credo che la situazione in Europa ed in Italia sia molto grave anche se il peggio è ormai passato ci vorranno ancora anni per arrivare ad un certo miglioramento e la chiave sta nel binomio giovani-posti di lavoro». Schmidt — annunciando investimenti sul Made in Italy — ha quindi ricordato al governo le condizioni necessarie per crescere: banda larga per tutti, 4G, wireless, alfabetizzazione digitale a scuola, nessuna regolamentazione della Rete e libero mercato. «Molti pensano che sia il Governo — ha chiosato — a creare posti di lavoro ma non è così. Il settore privato dà lavoro, il governo si concentri su scuola e formazione». Un’agenda, insomma, tra Einaudi e il web. La politica si limiti a un buon copia e incolla.
Pubblicato su Qn giovedì 10 ottobre 2013