Sos povertà in un paese allo stremo
In tre anni il numero degli italiani che hanno fame è aumentato di 1.3 milioni. E non stiamo parlando di extracomunitari: sono proprio i nostri connazionali a non farcela più, a dover ricorrere sempre di più ai pacchi di aiuti alimentari. Le statistiche sono impietose, le ricette spesso fumose. Il Paese è con l’acqua alla gola e i nostri politici parlano e litigano. Lettera firmata, Milano
C’È UN’AZZECCATA pubblicità in questi giorni sui quotidiani, si vede una vecchina che allunga le mani verso il cassonetto dell’immondizia con uno slogan: la povertà è molto più vicina di quanto pensi. I numeri confermano la drammaticità della situazione: sono 4.068.250 le persone che nel 2013 in Italia sono state costrette a chiedere aiuto per sfamarsi. Sono soprattutto i bimbi e i pensionati a soffrire le ripercussioni dell’impoverimento sociale. In questo quadro di sofferenza, si segnala fortunatamente anche un aumento della solidarietà da parte di chi può dare. Quasi il 15% delle famiglie ha offerto aiuto alimentare ai più bisognosi. “La povertà non si racconta, si vive”, dice una battuta de “La grande bellezza”, il film di Paolo Sorrentino. Ma forse abbiamo bisogno anche di raccontarcela oggi, non per viverla ma per combatterla. laura.fasano@ilgiorno.net