Parliamo di calcio e di donne
Le donne che hanno passione per lo sport, in modo particolare per il calcio, hanno le stesse qualità degli uomini. Anzi, a volte sono persino più competenti. Inaccettabile è il discorso fatto da taluni secondo cui fanciulle più o meno giovani vorrebbero lavorare in quell’ambiente solo per correre dietro a un uomo come la tartaruga…
Lettera firmata, Milano
ESSERE DONNE non è mai stato, di per sé, cosa facile. Essere donne e avere la pretesa di seguire il calcio, addirittura di comandare nel calcio lo è ancora meno. Lo sta provando sulla sua pelle in queste ore Barbara Berlusconi, che pure (perché figlia del padrone) qualche vantaggio ce l’ha. Non è una questione di capacità, ma di retaggi tutti italiani. In Italia, con rarissime eccezioni, ti viene inculcata fin da bambina l’idea per cui il calcio è una roba da maschi. Per questo sviluppare un’autentica passione per il pallone diventa sempre più un aspetto personale, maturato magari crescendo. Barbara ha l’occasione per dimostrare (ma prima di lei lo avevano già fatto Rosella Sensi e ora la presidente del Lanciano, Valentina Maio) abilità e capacità imprenditoriali. Può, con i fatti, dirci che lei si è avvicinata al calcio non per rifarsi gli occhi sul bell’aspetto dei calciatori. E poco importa se… è stata la fidanzata di Pato.
laura.fasano@ilgiorno.net