Nel nostro Paese non mancano soltanto gli stadi
NEI GIORNI scorsi il responsabile dell’Interno Angelino Alfano ha annunciato l’ammodernamento degli impianti sportivi e nuove strutture in grado di accogliere allo stadio le famiglie e anche altre manifestazioni. Non è la prima volta che un ministro annuncia simili iniziative: peccato che, come al solito, causa mancanza di soldi, resteranno solo buone intenzioni.
Giuliano Botti, Milano
NEL NOSTRO PAESE ogni volta che piove è una tragedia, scuole e palestre (e non solo nel sud d’Italia) sono prive di adeguati sistemi di sicurezza, con termosifoni che non funzionano e strutture edilizie che non reggono. E l’Italia cosa pensa di fare? Un bel lifting di cemento, convinta sia giunto il momento di edificare stadi che sembrano quartieri. Possibilmente, multifunzionali: dotati di uffici, alberghi, centri commerciali, cinema e teatri perché così si può guadagnare di più. Insomma, piuttosto che ridare dignità a quartieri che sembrano topaie e restituire decoro ai ghetti periferici si pensa ad opere faraoniche. Intendiamoci: ristrutturare, ricollocare e fare ex novo impianti sportivi è possibile. La mission sportiva è ambiziosa, quella economico-sociale è da libro delle favole.
laura.fasano@ilgiorno.net