Quando una mamma non può decidere per il suo bambino
La sua bambina le è stata tolta dai servizi sociali, anzi rimossa con forza dal grembo mediante un taglio cesareo, autorizzato da un giudice. È accaduto nell’estate del 2012 ad un’italiana in viaggio di lavoro nel Regno Unito. La donna, secondo le autorità locali, aveva problemi psichiatrici. Non mi era mai capitato di leggere una notizia così allucinante, veramente non c’è limite al peggio. Angela Pinto, Milano
PIÙ CHE una vicenda reale sembra infatti un film dell’orrore, per dirla con il presidente di sezione del tribunale di Milano Fabio Roia. È un atto di una violenza estrema, un fatto senza precedenti. I servizi sociali inglesi non hanno consultato in anticipo nè la famiglia della donna, nè coinvolto i servizi sociali italiani, che avrebbero potuto prendersi cura eventualmente del bimbo dopo la nascita. Ci consola (ma solo un po’) il fatto che in Italia non sarebbe mai potuto accadere perché da noi una donna incinta con problemi psichiatrici sarebbe stata sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio sino alla nascita naturale della bambina. Poi il tribunale dei minori avrebbe valutato la sua idoneità ad essere madre ed eventualmente disposto l’adozione. In Gran Bretagna hanno deciso diversamente, calpestando mamma e bambino.
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