Arrivano il 2014 e i soliti buoni propositi
Finisce un altro anno e personaggi più o meno noti fanno a gara nel mettere in fila i buoni propositi per il 2014. Ho visto che anche lei a Natale non si è sottratta alla (buona?) abitudine di fare gli auguri, ma forse nella sua risposta sono mancate alcune categorie. Posso chiederle se per Capodanno vuol riproporre l’idea? Ma mi raccomando eviti di affermare che l’anno prossimo sarà migliore. Angela Mazzera, Milano
NON MI SOTTRAGGO certo alla richiesta: e allora Buon anno a chi ha imparato a riciclare, non solo i regali; Buon anno a chi odia il conformismo delle feste, finendo con il diventare un conformista dell’anti-conformismo; Buon anno a chi non sente la crisi, a chi vede i ristoranti pieni ed è soddisfatto dei quattro telefonini, delle tre console e delle code alle sfilate di moda, Buon anno a chi condivide i gattini e gli orsacchiotti, a chi indossa visoni e si commuove lo stesso di fronte al bradipo coccoloso e al gufo curioso; Buon Anno, soprattutto, a Caterina e alla sua inarrestabile voglia di vivere, ma Buon Anno anche al cane che veglia l’amico morto e commuove il web. Perché, mentre stiamo vivendo gli ultimi istanti di un 2013 ansiogeno, che per molti italiani è stata una corsa verso l’insicurezza sociale, resta immutabile come ogni anno la speranza di un orizzonte sereno.
laura.fasano@ilgiorno.net