Il tuffo dell’orso polare
E’ un modo diverso per augurare buon anno. La foto arriva da Seattle, costa ovest degli Stati Uniti, dove il giorno di Capodanno si è tenuta una festa speciale, che ormai va avanti da 11 anni.
Si chiama ‘Polar Bear Plunge’, ovvero ‘Il tuffo dell’orso polare’, e fondamentalmente somiglia al bagno di Capodanno che fanno in molte spiagge del mondo, sfidando il freddo. Solo che a Seattle, città che da qualche decennio ormai è uno dei fuochi creativi degli Stati Uniti, hanno aggiunto la mascherata. Il sito del Seattle Parks and Recreation spiega le regole per partecipare al tuffo collettivo, che si è tenuto al Matthews Beach Park. Le regole sono poche, ma importanti: “1) vestitevi con un costume da bagno o con un costume di fantasia. 2) saltate in acqua a mezzogiorno preciso. 3) godetevi una bevanda calda 4) firmate il nostro libro dei ricordi online 5) ricevete la spilla ufficiale del Polar Bear Plunge, il freddo segno del coraggio” (questo è un gioco di parole con il titolo di un romanzo di Stephen Crane, ‘The red badge of courage’, molto popolare in America).
Ancora più utili sono i consigli per evitare guai a chi, sulle ali dell’incoscienza, potrebbe farsi molto male: “1. Arrivate presto facendo car pooling o prendendo l’autobus, i posti nel parcheggio sono limitati. 2) chiunque abbia problemi di cuore, consulti la propria compagnia di copertura sanitaria. Se non potete partecipare, venite comunque per guardare 3) Non bevete. L’alcool non vi riscalda, accelera l’ipotermia 4) non state in acqua più di 15 minuti. Il calore corporeo si disperde nell’acqua venticinque volte più velocemente che nell’aria 5) non toglietevi il costume finché nuotate, togliete gli indumenti bagnati prima di indossare quelli asciutti”.
Il tuffo dell’orso polare è diventato un’abitudine per le famiglie, passando dai 300 partecipanti della prima edizione organizzata nel 2003 da Janet Wilson, istruttrice di nuoto delle piscine Meadowbrook, agli oltre mille ‘orsi coraggiosi’ dell’altro ieri.
