L’ispettore Callaghan tifa Obama? Macché, tifa sempre America
Tutto si sarebbe aspettato il vecchio “Dirty Harry” (titolo originale dei film sull’ispettore Callaghan) meno che sentirsi dare del democratico. Non che si offenda, per carità. Dai tempi di “Harry la Carogna” l’inossidabile Clint Eastwood, classe 1930, un po’ cambiato lo è, eccome: basti pensare a film capolavoro decisamente poco conservatori come “Gran Torino”.
E’ che in Italia se non riusciamo a catalogare la gente come di destra o di sinistra annaspiamo, perdiamo la bussola.E allora questa storia dello spot della Chrysler che sarebbe in realtà uno spot per la rielezione di Obama, puzza un po’ troppo di polemica europea. Che ha detto in fondo di tanto obamiano il vecchio leone di Holliwood? Ha esortato l’America a riprendersi, a uscire dalla crisi. Ha detto “possiamo farcela, ragazzi”. E ha pure detto, visto che lo spot è andato in onda in occasione del Superbowl, la finalissima evento di football, che “la partita non è ancora finita, c’è ancora da giocare il secondo tempo”. Tanto è bastato perché da quella parte , ma soprattutto da questa parte dell’Oceano qualcuno abbia subito gridato all‘endorsement: “Clint si schiera con Obama, si riferisce al secondo mandato presidenziale!”. Dimenticando così non solo la “carriera” politica di Clint (registrato come repubblicano fin dal 1951, sostenitore di Nixon e Schwarzenegger, finanziatore di John McCain nel 2008 ) ma anche la sua fede più grande. Una fede che si chiama America.
E’ la stessa fede di tanti grandi americani che si sono sempre preoccupati non di agire da democratici o da repubblicani, ma soltanto di essere dalla parte giusta. Prendete Bob Woodward. Non era un giornalista di parte l’uomo che costrinse Richard Nixon a lasciare lo studio ovale, non fece quello che fece perché era democratico. Lo fece solo perché era un giornalista che credeva nel suo mestiere e nel diritto della gente a conoscere la verità. Resta memorabile l’ultima scena dello straordinario film di Pakula, “Tutti gli uomini del presidente” . Nixon, travolto dall’inchiesta del Washington Post, si è appena dimesso in diretta tv e qualcuno al giornale chiede a Robert Reford-Woodward che se ne sta andando: “E adesso, Bob, per chi voterai? ”. E lui, sorridendo un po’ sorpreso: “Per i repubblicani, come sempre”.