Per le quote rosa l’amara beffa della nuova legge
La questione della rappresentanza di genere sembra, come tante altre, una di quelle merci da tirar fuori dal «cappello magico» in epoca di elezioni. Certo, le donne votano! E quindi come non farle sentire importanti, quando il loro voto è richiesto? Poi però sparisce sotto il tappeto. Spesso ci si sente apostrofare con il classico «i problemi sono ben altri!». E così tutto resta come prima.
Lettera firmata, Milano
E ANCHE questa volta il pericolo è molto alto. Perché la discussione sulla legge elettorale è tutta incentrata sui vantaggi che i singoli partiti trarrebbero dall’adozione di questo o quel sistema, più che sul reale interesse per il bene comune del Paese. Continua, insomma, a esserci scarsa attenzione al tema della democrazia paritaria da parte di quasi tutte le forze politiche. Eppure la presenza di un maggior numero di elette ha influito sull’agenda del Parlamento e ha accresciuto l’attenzione sui problemi drammatici di cui oggi sono vittime le donne nel nostro Paese. Ora sarebbe necessario uno scatto in più, invece il testo proposto dal relatore alla Camera prevede nelle liste bloccate un’alternanza di non più di due nominativi dello stesso genere. E così si rischia di portare nel nuovo Parlamento meno donne di quelle che ci sono attualmente.
laura.fasano@ilgiorno.net