Se Grillo ignora il Terzo principio della dinamica
E’ tutto legittimo, ed è naturale che nella grande commedia della politica ciascuno si scelga la parte che crede e che meglio lo identifica. E’ legittimo che, per attirare l’attenzione sulle battaglie politiche che conducono, i parlamentari grillini violino tutte le regole fino ad occupare l’aula e le commissioni della Camera. E’ legittimo che, per dare alla polemica col Quirinale la forza dello scandalo, promuovano la messa in stato di accusa di Giorgio Napolitano. In politica, come nel Palio di Siena, non esistono colpi proibiti: l’unico limite sta nella forza di chi decide di avventurarsi sotto la cintola dell’avversario. La forza grillina è relativa, e infatti a nulla è valsa la cagnara messa in scena a Montecitorio: come è noto, la ridefinizione delle quote di Bankitalia è passata e non sarà certo l’ostruzionismo pentastellato a bloccare la nuova legge elettorale. Allo stesso modo, a nulla porterà l’impeachment ai danni del capo dello Stato. E’ tutto legittimo, comunque, e tutto si spiega con evidenti urgenze mediatiche: riconquistare il centro del ring politico, attirare i riflettori delle telecamere. Ciascuno lo fa come può. E se, per riuscirci, uno ritiene di aver bisogno di dare di boia al capo dello Stato, di puttane alle deputate della maggioranza, o di abbandonarsi a gesti triviali come ha fatto l’onorevole Segoni mettendo in scena il proprio cognome e le proprie ossessioni, che dire? Peggio per loro. Comportamenti volgari, e quel che è peggio anche infantili, ma comunque legittimi. Il piagnisteo, però, quello no: il piagnisteo è davvero intollerabile. Sin dai tempi di Isacco Newton, regna infatti sulle cose umane il Terzo principio della dinamica, ovvero: «Ad ogni azione corrisponde sempre una uguale ed opposta reazione». E allora, se in aula ti copri il volto e come un ossesso dai l’assalto ai banchi della presidenza, il minimo che ti possa capitare è di ricevere una manata. E se per scelta — scelta comprensibile e persino rispettabile, ma pur sempre una libera scelta — rifiuti di mettere in piedi un governo con chi te lo chiede (era il Pd di Bersani) e il sistema politico di conseguenza si blocca, il minimo che possa capitare è che il capo dello Stato forzi i propri poteri per farsi carico di quello che considera essere l’interesse generale e delle tue furbizie. Non ci sono né i buoni né i cattivi, in questa vicenda. C’è il Terzo principio della dinamica scoperto da Newton e c’è la saggezza popolare. Quella che dice: «Chi è causa del suo mal, pianga se stesso». Ma pianga in privato, possibilmente. E senza grotteschi vittimismi.