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L’ispirazione di Karch

IL SITO Usa Volleyball ha lanciato un sondaggio carino tra i pallavolisti delle diverse nazionali, immagino allo scopo di approfittare delle olimpiadi invernali imminenti (tra i tedofori anche Sergei Tethiukine, il Kiraly russo) per far parlare un po’ anche di pallavolo. A giocatori, giocatrici e tecnici delle nazionali di volley indoor, beach volley e sitting volley sono state poste due domande: 1) quale sport invernale proverebbero se potessero andare alle olimpiadi 2) quale sia il loro ricordo più importante di un’Olimpiade invernale.

LE RISPOSTE date dai diciannove intervistati sono molto varie, anche se una è ricorrente (moltissimi di loro hanno risposto alla seconda domanda ‘le vittorie di Apolo Ohno‘).  Nicole Davis, Jeff Menzel, nazionali indoor sceglierebbero l’hockey su ghiaccio, come il beacher Tri Bourne, che aggiunge: “Mi piace giocare a hockey in line e mi manca già un dente davanti”.

Le campionesse di sitting Heather Erickson e Kari Miller sceglierebbero lo sled hockey, che possono giocare anche i diversamente abili, e ricorda di aver gradito particolarmente ‘vedere Shaun White distruggere tutti nel 2010′. Shaun White è uno snowboarder. La beacher Lauren Fendrick giocherebbe a Curling, con il marito Andrew Fuller nel ruolo di ‘lead’ perché ‘non ha paura e prende decisioni al volo‘. La nazionale indoor Kristin Hildebrand ricorda benissimo Salt Lake City 2002 per motivi molto…italiani: “Era nel mio cortile, i miei genitori erano volontari e così abbiamo avuto i biglietti gratis‘. Lei si cimenterebbe nel salto con gli sci dal trampolino. A Eric Duda piace lo slittino, a Erik Shoji lo sci alpino, per il quale si è appassionato giocando in Austria. Kayla Banwarth (indoor) vorrebbe giocare a hockey perché ‘ho giocato a hockey in strada con i miei compagni di quartiere, e quando ero piccola chiedevo ai miei genitori di lasciarmi giocare nella squadra di mio fratello‘. Max Holt, visto anche in Italia, ammette che sceglierebbe il bob per il film sulla nazionale giamaicana, oppure il curling. Stacy Sykora, ex libero di molte squadre italiane, non è tipa da accontentarsi: “farei pattinaggio artistico perché mi è sempre piaciuto guardarlo, ma aggiungerei un po’ di anima al balletto. Il curling mi piace, ma vorrei far andare il ‘peso’ più veloce e più lontano. Mi piacerebbe il freestyle per volteggiare nell’aria, il pattinaggio veloce perché adoro correre, il salto dal trampolino per scoprire quanto lontano potrei andare mentre volo come un uccello, e lo snowbord perché sono un diavolo di acrobata e penso che sia adatto a gente pazza come me”. Il beacher Casey Patterson ha già visto il film in anticipo: “Farei snowbord half pipe, il mio soprannome sarebbe ‘Condor’ per la mia apertura alare. Oppure il Curling, perché dopo quasi nove anni di matrimonio sono bravissimo a spazzare”. Rachel Adams (indoor) rimpiange di non aver potuto diventare una pattinatrice perché era troppo alta: “Magari sarei potuta diventare la più alta vincitrice di una medaglia olimpica della storia”. Katie Holloway (sitting) sceglie lo sled hockey per non aver problemi di equilibrio sul ghiaccio, Matt Fuerbringer (coach indoor) lo snowboard perché è attratto dal coraggio di chi lo pratica.

E poi c’è Karch Kiraly, lasciato per ultimo. Non so se avete visto il film ‘Miracle’, con uno strepitoso Kurt Russell nel ruolo di Herb Brooks, coach degli Stati Uniti che vinsero le olimpiadi del 1980 a Lake Placid nell’hockey su ghiaccio, battendo la corazzata russa. Se l’avete visto, capirete in fretta che ha ragione il più grande giocatore di volley di tutti i tempi, l’unico ad aver vinto l’oro olimpico sia nel beach che nell’indoor, oggi ct della nazionale femminile: “La vittoria della squadra di hockey nel 1980 è il mio momento preferito, perché ci ha mostrato il potere del gioco di squadra e ha ispirato la nostra nazionale maschile a Los Angeles. Volevamo ripetere l’impresa dell’hockey e battere l’Unione Sovietica nel 1984”. Non fu possibile, ma solo per un motivo: i russi non c’erano per il boicottaggio.

Gli Usa sì, però. E mi sa che Kiraly abbia imparato bene, dall’esempio.