Evviva, in Italia queste cose non succedono
Sono passati alcuni giorni, ma la polemica non accenna a diminuire: da l’altro giorno nessuno riesce a capire perché un Paese come la Danimarca abbia scelto un modo così inutilmente cruento per eliminare la povera giraffa in eccesso. E perché questo spettacolo sia stato dato in pasto ai mass media e ai bambini quasi come fosse pedagogico. Per una volta non lamentiamoci dell’Italia, perché in giro c’è di peggio.
Lettera firmata, Bergamo
AD ACCRESCERE l’orrore ci ha pensato il direttore dello zoo di Copenaghen che ha condannato a morte la povera giraffa. Secondo lui l’abbattimento si è reso necessario perché l’animale era considerato “di troppo”. E anche l’autospia, eseguita pubblicamente davanti ai bimbi, trova una spiegazione. Perché – ha osato sostenere sfidando il buon senso e il buon gusto – per un bambino di cinque anni le budella di una giraffa sono interessanti. Anche la carcassa sbranata dai leoni ha cioè in sè un messaggio pedagogico perché quello che è successo in quella gabbia è quello che succede tutti i giorni nella natura: i più forti mangiano i più deboli. Resta la sensazione che l’atto compiuto nella civilissima Danimarca sia gravissimo e inaccettabile perché viola ogni logica. Un evento di barbaria inaudita senza spiegazioni. Per una volta consoliamoci: in Italia, per le norme previste dal codice penale, tutto ciò non poteva capitare.
laura.fasano@ilgiorno.net