“Strage nelle incubatrici”. Orrore sui neonati in Siria
HOMS è sotto le bombe dei lealisti per il quinto giorno consecutivo. I morti sarebbero 62. I proiettili avrebbero interrotto la corrente nell’ospedale Al Walid del martoriato quartiere Bab Amr: la Bbc afferma che diciotto neonati prematuri sarebbero morti nelle incubatrici. La Tv di stato ha smentito.
Secondo l’emittente del regime, nel caposaldo dell’opposizione un’auto bomba ha seminato morti nel quartiere Bayada. Tre colpi di mortaio sparati da «terroristi», sostiene l’emittente statale, hanno incendiato un deposito di carburante nella raffineria della città. Le difese informatiche di Assad, intanto, sono state facilmente violate da Anonymous. Gli hacker sono pentrati nella sua email, «difesa» da una password scontata: 1, 2, 3, 4, 5 . L’offensiva delle forze fedeli al presidente Bashar Assad ha investito le aree di Khaldiye, di Bayad, di Inshaat e di Waar per puntare poi su Bab Amr.
L’Osservatorio siriano per i diritti dell’uomo, una ong che ha sede a Londra, riferisce che sono state sterminate tre famiglie, i Ghantawi, i Terkawi e gli Zamel, in tutto 19 persone. Fra le vittime una ragazzina di 15 anni e due bambini di 5 e di 7. Hadi Abdullah, un attivista dell’opposizione, precisa che a tutti è stata tagliata la gola. Del massacro sono sopettati gli Shabbiha, ‘gli spettri’, ossia i paramilitari del regime. Ali Hazouri, un medico di Bab Amr, invoca l’intervento della Mezzaluna rossa per evacuare almeno 500 feriti.
La presidente di Medici senza frontiere Marie Pierre Allié accusa il regime di impedire perfino l’accesso alla banca del sangue messa «sotto la tutela del ministero della difesa». La comunità internazionale assiste attonita e litigiosa. La Cnn attribuisce al Pentagono lo studio di piani «operativi» di intervento. L’Unione Europea, sottolineando che la «Siria non è la Libia», respinge qualsiasi ipotesi militare e fa balenare un blocco delle importazioni di fosfati e di metalli preziosi dalla Siria.
Bruxelles si prepara però al peggio e ha affidato ad Agostino Miozzo l’incarico di coordinare tre squadre che avranno il compito di evacuare i suoi cittadini. La Turchia prepara una conferenza internazionale. I Russi definiscono illogico il ritiro degli ambasciatori deciso dai Paesi più importanti della Ue e perseguono un improbabile «dialogo per la riconciliazione nazionale» affidato al vicepresidente Faruk al-Sharaa. Gli Ulema islamici hanno emesso una fatwa che condanna il regime siriano.