Democrazia paritaria, Renzi non schieri squadre di brocchi
La nuova legge elettorale sta diventando un gran pasticcio di maschi pasticcioni. È prevista, è vero, la presenza nelle liste elettorali del 50 per cento di maschi e del 50 per cento delle femmine, ma con una collocazione tale che anche questa volta (se non si riuscirà a cambiare qualcosa) si tradurrà in un’autentica beffa per le donne. E pensare che non c’è democrazia senza democrazia di genere.
Anna Leonardi, Milano
QUESTA della rappresentanza femminile è una questione prioritaria nella legge elettorale, una responsabilità collettiva che riguarda tutti. In queste ore la voce delle donne di diversi schieramenti, appartenenti al mondo della politica, dei sindacati, delle associazioni e della società civile, si sta levando alta per chiedere una vera riforma. Il governo, all’atto della sua formazione, aveva impresso sul tema della presenza delle donne una svolta molto apprezzata prevedendo pari numero di donne e uomini nell’esecutivo. Ma nel passaggio successivo, con la nomina di viceministri e sottosegretari, questo equilibrio si è perso per strada. Ecco che, allora, la legge elettorale offre subito un’occasione per recuperare il messaggio iniziale. Il presidente Renzi comprenda che, senza una partecipazione paritaria, l’Italia è orba, monca e sterile, come se in campo avesse schierato… una squadra di brocchi.
laura.fasano@ilgiorno.net