Il lavoro invisibile delle donne
SARANNO anche solo numeri però spesso raccontano più di tante parole la realtà: ho letto che l’Eurispes ha condotto uno studio sulla parità di genere nelle famiglie italiane.
I dati parlano chiaro: solo il 7% dei padri italiani usufruisce del congedo parentale, contro i colleghi svedesi che con il 69% hanno il record in Europa. Come dire: se arriva un figlio, spetta alla donna fare sacrifici e restare a casa. Ancora oggi. Anna Gandolfi, Milano
SE QUESTO è effettivamente il quadro che scaturisce dall’indagine Eurispes ci sono altri dati che segnalano (sia pure lentamente) un cambiamento di atteggiamento da parte degli uomini. Per esempio l’85,4% di loro è convinto che educazione e cura dei figli siano ormai equamente distribuiti anche se sulle spalle femminili – ammette il 71,5% dei papà – resta il grosso delle altre mansioni che riguardano la gestione della famiglia. Preoccupa, tuttavia, un altro aspetto: alla voce “tempo personale” ovvero libero, da dedicare a se stesse, le madri italiane risultano agli ultimi posti della classifica europea con appena 41 minuti al giorno. Insomma, non solo in Italia si preferisce tenere le donne a casa piuttosto che incentivare il lavoro femminile e aumentare il Pil, ma non si riconosce loro il lavoro di cura, o familiare, che è completamente invisibile e non pagato.
laura.fasano@ilgiorno.net