Il precario equilibrio di Venezia
L’incidente nel porto della Marittima, in cui una grande nave ha distrutto un finger, dimostra ancora una volta quanto sia inopportuno e pericoloso consentire il transito di questi mostri all’interno di un paesaggio di valore planetario e di un ecosistema delicatissimo come quello di Venezia e della sua laguna. Ma, al solito, in questo Paese quando si cerca di fare una cosa ci si pente subito dopo.
Lettera firmata, Milano
NEL PRIMO GIORNO di riapertura della laguna di Venezia ai “giganti del mare” una grande nave è andata a finire contro il corridoio passeggeri della stazione marittima, distruggendolo e dando così concretamente ragione a tutti coloro che con petizione ed appelli si erano battuti nei mesi scorsi per impedire il transito di questi “mostri” galleggianti. Una sollevazione popolare che aveva portato l’allora governo Letta ad attuare un piano per vietare il passaggio delle grandi navi “dirette o in partenza da Venezia per il canale di Giudecca”. Piano reso poi vano da una sentenza del Tar che riapriva di fatto la laguna al passaggio di questi condomini galleggianti. Ora l’incidente non può che riproporre il contrasto fra crocieristi e amanti della natura. E incertezza politica che produce solo danni, non solo ambientali. Non basta dire no o sì, ci vogliono soluzioni concrete e definitive.
laura.fasano@ilgiorno.net