Bentornato Kantor
OGGI la squadra di Ravenna ha ufficializzato il nome dell’allenatore che prenderà il posto di Marco Bonitta, che passa alla nazionale femminile. Con un colpo a sorpresa, il general manager Beppe Cormio ha richiamato Waldo Kantor, che ebbe come alzatore nella Tre Valli Jesi a metà anni ottanta in A2, quando l’allenatore era un certo Julio Velasco. Kantor è stato uno degli alzatori di maggior talento che abbia visto giocare, a Catania nell’Acqua Pozzillo e da vicino a Modena nella Philips-Panini, sempre in coppia con un’altra leggenda del volley argentino come Hugo Conte, con il quale c’era quasi una simbiosi, che ancora oggi va oltre il rapporto professionale.
Ma non ho deciso di scrivere questo post per parlare del Kantor pallavolista: per quello, mi basta dire che se da allenatore ha anche solo un decimo del talento che aveva da giocatore (in trent’anni da guardone professionale di palestre, è uno dei pochissimi ai quali ho visto alzare una ‘veloce’ in bagher, per dire), a Ravenna sono a cavallo. Comunque, per capire quanto valeva da giocatore potete consultare i siti specializzati, o wikipedia nella quale penso che abbia messo lo zampino qualche suo amico burlone, visto che accanto alle vittorie sportive (ma manca la stagione di Schio, quindi forse non è attendibilissimo, quel profilo), hanno scritto che è un grande giocatore di Chinchon, un gioco di carte popolare in Sudamerica e in Spagna, e che cucina ottimi asados.
No, qui mi piace di più raccontare alcune cose di Kantor che credo non siano così note. Cose che negli anni di Modena mi capitò di scoprire, a volte in modo casuale. Come quella volta nel dicembre del 1990 in cui, viaggiando al suo fianco in aereo di ritorno da una trasferta di Coppa dei Campioni, lo vidi rimanere male mentre leggeva della morte di Tadeusz Kantor, un commediografo polacco molto famoso. “Non so se siamo parenti alla lontana, ma le sue cose mi piacevano“, mi disse. E un pallavolista che sapeva di teatro quando ancora Zorzi non faceva lo spettacolo che sta portando in giro ora, mi sembrò notevole.
In pochi sanno che Kantor, coetaneo di Maradona, da ragazzino era considerato uno dei pochissimi talenti in Argentina quasi al livello del Pibe, nel calcio. Non so se avrebbe fatto carriera da professionista con i tacchetti, di sicuro nel calcetto di riscaldamento tutti lo volevano nella propria squadra. E poi già nel 1990 sapeva padroneggiare un computer come molti non riescono a fare nemmeno oggi, e leggeva narrativa, e si interessava d’arte. E ha fatto per anni l’assessore allo sport e l’ambasciatore della città di Buenos Aires. Per questo penso che il campionato italiano si sia arricchito, con il suo ritorno. Bentornato, Waldo.