Quel sorriso che noi abbiamo perso
Sempre più brutto il Paese che amiamo e che non sa far a meno di ruberie e imbrogli convincendoci ogni volta della nostra diversità (in negativo) rispetto agli altri europei. Sarà che gli scandali degli altri Paesi giungono da noi attutiti, resta il fatto che l’immagine che continuiamo a dare all’esterno è quella di un’Italia del malaffare e delle tangenti. Nessuno ha la medicina per curarci. Lettera firmata, Milano
IL FINE SETTIMANA è occasione di bilanci che questa volta vogliamo fare attraverso i titoli delle prime pagine del nostro giornale. Giovedì 1° maggio: La festa c’è, il lavoro no. Domenica 4 maggio: Calcio follia, sangue a Roma. Lunedì 5 maggio: Alluvione, emergenza fango. Martedì 6 maggio: Così uccide il mostro. Mercoledì 7 maggio: Senato, schiaffo al Governo. Venerdi 9 maggio: Expo, raffica di arresti. Basta? Diremmo di sì, anche in considerazione del fatto che non ci piace il giornalismo gridato e che al contrario vorremmo allargare sulle nostre pagine lo spazio dedicato alle “buone notizie!”. Ma questa purtroppo, senza indulgere in catastrofismi, è la realtà con la quale ci troviamo quotidianamente a confrontarci. «Sogno di fare un’esperienza all’estero, perché lì hanno il sorriso che noi abbiamo perso». Forse non è solo il ct Prandelli a pensarla in questo modo.
laura.fasano@ilgiorno.net