La povera Yara e la televisione del dolore
Adesso che (forse) è stato individuato l’assassino, non sarebbe il caso di lasciare in pace quella povera famiglia di Yara ed evitare di rinnovare ogni giorno il dolore? In tutti questi anni mamma e papà hanno dato prova di grande compostezza: sarebbe stato il caso di continuare a rispettarli. Invece con un tempismo perfetto la tv ha annunciato che verrà realizzata una miniserie. Ma che vergogna…
Anna B.Milano
L’individuazione del colpevole era l’ultimo fondamentale tassello che mancava ad una vicenda sulla quale il regista Alexis Sweet stava da tempo raccogliendo documentazione e materiali per raccontare in una miniserie televisiva un caso che ha appassionato l’opinione pubblica e che rappresenta – dicono alla produzione – «una grande affermazione delle capacità investigative delle nostre forze dell’ordine». Il protagonista sarà proprio un capitano dei carabinieri impegnato in un caso risolto con tenacia, capacità investigativa e il ricorso alle più innovative metodologie di indagine scientifica. Dalla Uno Bianca al sequestro Soffiantini non è la prima volta che si utilizza l’attualità per catturare audience. Dunque lo stupore e l’indignazione non servono, perché purtroppo si potrebbero fare molti esempi di tv straziata e straziante in cui il cittadino non ha più il diritto ad essere informato, ma deve essere intrattenuto. E ora, pubblicità..
laura.fasano@ilgiorno.net