Ma è possibile vivere senza il calcio?
C’è una cosa che è peggio del calcio giocato mandato a tutte le ore del giorno e della notte in tv ed è il calcio parlato cioè tutte quelle (inutili) parole con le quali dall’ altra sera i sedicenti esperti stanno commentando la nostra uscita dai campionati del Mondo. Mi domando: è tutto così necessario? Visto che è un gioco (anche se muove tanti interessi economici) non sarebbe il caso di non farne una tragedia?
Lettera firmata, Milano
C’È DI PEGGIO, altro che la civile e composta domanda del lettore. Digitando in Google “hate football” (odio il calcio) si trovano varie pagine che offrono aiuto psicologico ai non amanti del calcio che sembra abbiano trovato nella rete il modo di esprimere il loro dissenso. Ma è veramente possibile evitare il calcio? Probabilmente no, nessuno può sfuggire a amichevoli-campionati-calciomercati, nessuno si astiene (soprattutto durante i campionati del mondo) dal giocare a fare il commissario della nazionale. Anche perché il calcio da anni si è trasformato in molte altre cose: in uno spettacolo televisivo che non diffonde l’abitudine all’attività fisica, come dovrebbe, ma il tifo più becero (che conta, purtroppo, anche i suoi morti); in un produttore di cattivi esempi per i giovani italiani che sognano di ottenere, attraverso il calcio, successo, denaro facile e veline per mogli. E poi vengono buttati fuori dall’Uruguay…
laura.fasano@ilgiorno.net