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Le mani di Zoff

A VOLTE basta avere il coraggio di sognare. Come hanno fatto gli ‘Altre di B‘, una band indie-rock bolognese che ha prima dedicato una canzone a Dino Zoff, e poi è riuscita a strappare al mito azzurro la partecipazione al videoclip. Lo potete vedere qui, e dimostra una volta di più come Zoff sia esattamente l’opposto di come sembra, apparentemente musone, in realtà dotato di una merce rarissima nel terzo millennio, che si chiama auto-ironia.

Il gruppo bolognese, composto da Alberto Laffi, Andrea Ortolani, Giacomo Gelati, Giovanni Ruggeri e Vittorio Marchetti, è riuscito a far pervenire a Zoff il testo della canzone. Erano già contenti così, figuriamoci cosa possono aver pensato quando l’uomo che alzò la coppa Fifa e finì su un francobollo ha accettato di partecipare al video: “Ci ha detto che l’avevamo dipinto come un orso, quando ha letto il testo, lui che a 72 anni ha la forza di un ragazzino. Di solito non si presta a queste cose _ raccontano gli Altre di B, nome che dirà qualcosa agli spettatori del Novantesimo Minuto ai tempi di Paolo Valenti _, dice che lo ha fatto solo per aiutarci. Si è dimostrato simpaticissimo e disponibilissimo”. Tranne quando si è trattato di giocare a carte, nella ‘replica’ della famosa partita a scopone scientifico che Zoff, in coppia con il presidente della Repubblica Sandro Pertini, perse contro Enzo Bearzot e Franco Causio, sull’aereo che tornava dal successo nel mundial 1982. Quando il regista del video, Cosimo Bruzzese, sul set di Tor di Quinto gli ha chiesto di tenere le carte con le mani in favore di camera, gli ha risposto: “Non è che solo perché c’è la televisione dobbiamo fare le cose per finta, le carte si tengono così”. E le mani che hanno scritto la storia del nostro calcio sapranno bene dove devono stare, no?