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Sel sempre più contraria agli F 35

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Gli F35 americani dopo l’ennesimo incidente restano a terra. Decolli annullati per motivi di sicurezza. Il Pentagono ha deciso di bloccare la flotta di Joint Strike Fighter-F35, fino a data da destinarsi, per ispezionare a fondo i motori dopo l’incendio scoppiato a bordo di un velivolo in fase di decollo alla base di Eglin in Florida. Sinistra Ecologia e Libertà ancora una volta si dichiara contro e protende per una sospensione del programma. I diversi problemi tecnici hanno inevitabilmente fatto salire i costi, pari ormai a oltre 390 miliardi di dollari per 2.443 aerei (160 milioni ciascuno) e allungare i tempi, con almeno sette anni di ritardo. Si tratta del programma militare più costoso mai realizzato negli Stati Uniti. La Gran Bretagna deciderà il numero degli aerei da acquistare dopo la pubblicazione del Defence and Security Review, nel 2015; l’Olanda ha avviato un’inchiesta parlamentare a seguito di un pesante voto contrario al progetto; l’Australia non userà l’F-35 come piattaforma esclusiva acquistando anche altri aerei; la Turchia ha rinviato l’acquisto dei primi F-35; la Norvegia ha minacciato di ripensare le sue scelte sul JSF; la Danimarca ha riaperto la gara per decidere entro il 2015 di quale aereo dotarsi ed il Canada ha sospeso la gara per l’acquisto del nuovo caccia. Il Joint Strike Fighter (F-35) è un cacciabombardiere di quinta generazione, capace di trasportare anche ordigni nucleari con caratteristiche stealth e net-centriche, ovvero bassa rilevabilità da parte dei sistemi radar e capacità di interazione con tutti i sistemi di comunicazione presenti sullo scenario di guerra, che decolla ed atterra in verticale e viaggia a velocità supersoniche. Eppure proprio nel report del Dipartimento della Difesa Usa già in passato venivano evidenziate delle criticità a cominciare dalla questione della protezione dai fulmini indicata insieme ad altre 13 gravi problematiche presentate dal velivolo. Nel testo si legge: “Un sistema di protezione attivo dai fulmini, che presenta problemi rispetto ad un sistema passivo più convenzionale. Le superfici esterne dell’F-35 sono conformi agli standard di sicurezza, ma ci sono ancora sette sottosistemi che non rispettano gli standard. Il Sistema di Generazione di Gas Inerte a Bordo (OBIGGS) non riesce a fornire azoto a sufficienza per isolare in ogni condizione i serbatoi di carburante, che presentano un rischio potenziale di incendio. Specificatamente, rapidi cambi di altitudine in picchiata lasciano entrare ossigeno nei serbatoi in una misura che l’OBIGGS non riesce a compensare con l’azoto. Inoltre non c’è un sistema per isolare i serbatoi (e quindi alcuna protezione dai fulmini) quando l’aereo è parcheggiato. Il contractor sta anche vagliando possibili opzioni per proteggere il velivolo dai fulmini quando è parcheggiato come il pre-caricamento dei serbatoi con azoto mediante l’utilizzo di un carrello ausiliario e l’aggiunta di un bocchettone sul velivolo stesso. Nel frattempo i velivoli devono attenersi ad una restrizione di 25 miglia nautiche dai fulmini e a parametri di picchiata limitati finché la certificazione parziale di idoneità sarà completata a fine 2012, con una piena certificazione attesa tra il 2014 e il 2016.”. Inoltre lo spessore ridotto dei serbatoi, voluto per ridurre il peso, rende gli stessi più vulnerabili anche al fuoco nemico. Rimangono ancora problemi per il casco del pilota, lo sviluppo di software, l’integrazione delle armi. Insomma una bufala in pieno stile americano.