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Al mercato della procreazione artificiale

Non potete capire cosa succede a due genitori quando capita di scoprire che un piccolino ha dei problemi; può darsi che ci ripensino, in ogni caso si porteranno sempre il peso di questa scelta.  Terry, ilgiorno.it

Ha messo l’utero in vendita e si è rifiutata di abortire quando ha saputo che uno dei due era down? Bene, ha fatto la sua scelta di tenerlo, è giusto ora che faccia anche da madre.  Sandrina, ilgiorno.it

RIFIUTATO dai genitori adottivi, ma accolto da migliaia di persone, Gammy è idealmente diventato il bambino di tanti di noi. Ma al mercato della procreazione artificiale sembra essere in vigore la legge della domanda e dell’offerta a garanzia del miglior risultato: il figlio viene programmato in risposta ai desideri dei committenti e al loro potere d’acquisto. E allora inevitabilmente il «prodotto» deve essere assicurato e conforme alle attese, i «difetti di fabbrica» vanno scartati e sostituiti. Quindi se «esce» non in linea con le nostre aspettative lo si può lasciare… sul bancone del supermarket senza particolari scrupoli. Grazie al cielo il comportamento dei genitori adottivi ha scatenato un’ondata di sdegno su web e social network. «Vergogna» e «disgusto» sono le parole più usate. E mai come in questo caso sono azzeccate. Forse c’è voluto il caso limite, per sapere che esiste ancora una coscienza nell’opinione pubblica.
laura.fasano@ilgiorno.net