Lo choc che servirebbe all’ipocrita Europa
Se le parole hanno un senso, le istituzioni europee dormono oppure ci prendono per i fondelli. Ieri, la Commissione si è detta «scioccata» per gli immigrati morti nel tentativo di raggiungere l’Italia dalla Libia. Mettiamo allora mano al vocabolario: scioccare significa «colpire improvvisamente e violentemente sul piano emotivo». Riferito ai fatti in questione, vuol dire che il piano razionale in Europa non esiste. Le morti di sabato non hanno infatti nulla di improvviso, si tratta di tragedie annunciate. Dall’inizio dell’anno, si calcola che siano morte in condizioni analoghe quasi 2mila persone. I sentimenti, dunque, non sono d’aiuto. Lasciamoli ai preti, che è meglio. Dai politici ci si aspetta altro. Ci si aspetta che usino la ragione per vedere i problemi, possibilmente per prevederli, auspicabilmente per risolverli. Esattamente quello che non sta accadendo a livello europeo. Non sta accadendo perché, ancora una volta, i sentimenti hanno prevalso sulla ragione. Il 90% dei ‘migranti’ parte infatti dalla Libia perché un’Europa carica di buoni sentimenti e priva di ragione politica tre anni fa spalleggiò la realpolitik francese (anch’essa, “ça va sans dire”, ammantata da nobili ideali di libertà, uguaglianza e fraternità) contribuendo alla destituzione di Gheddafi. Col dittatore è caduta la principale diga nordafricana ai flussi migratori irregolari e non per questo i libici se la passano meglio: grava ora su di loro lo spettro del califfato islamico. E grava anche sulla Siria e sugli altri paesi dove, con la complicità di un’Occidente ebbro di «primavere arabe», un ordine autoritario ha ceduto il posto a un caos sanguinario. «Voi italiani non sapete chi vi portate in casa», ci ha ammoniti il vescovo di Mossul dopo essere scappato dalla città irachena per evitare d’essere ammazzato (in quanto cattolico) dai fondamentalisti dell’Isis. Ovvio, infatti che, tra migliaia di disperati, arriveranno anche un certo numero di terroristi pronti a colpire. Non c’è dubbio che le parole del Papa e la disponibilità italiana a trarre, nei limiti del possibile, in salvo con la missione Mare Nostrum i migranti abbiano contribuito a intensificare le partenze. Dolersi delle morti, dunque, è inutile. Se c’è, l’Europa deve fare due cose: riportare con ogni mezzo l’ordine in Libia e negli altri paesi esposti al rischio fondamentalismo; farsi carico del contrasto all’immigrazione irregolare, oggi lasciato alla sola Italia. Basta pacche sulle spalle. Basta lodare ipocritamente «gli enormi sforzi» italiani come hanno fatto ieri a Bruxelles. I fenomeni globali o li governi o li assecondi. Perciò, stante l’evidente irresponsabilità degli stati europei, vien da chiedersi: cosa farebbero i nostri sensibilissimi ed emotivamente instabili partner se da domani il governo italiano spendesse i quasi 10 milioni al mese che impiega in Mare Nostrum per traghettare liberamente i migranti e poi scortarli oltre frontiera senza alcun controllo? Questo sì che sarebbe uno «choc».