Fare la carità nel modo giusto. Senza equivoci
In questi ultimi giorni molti sindaci si sono fatti interpreti di un sentimento diffuso fra la gente: hanno firmato provvedimenti contro l’accattonaggio dando ragione a quei negozianti che di recente si erano addirittura spinti ad affiggere all’esterno dei loro esercizi commerciali cartelli che invitavano a non elargire elemosina ai questuanti. Gli italiani non ne possono più dei mendicanti. Se ne sono accorti i politici? Lettera firmata, Como
FANNO PENA, i mendicanti, spesso sono mutilati di qualche parte del corpo e accompagnati da bambini sempre troppo piccoli per vivere all’aperto. Li troviamo ovunque: nelle strade, le stazioni, i treni, le metropolitane, davanti alle chiese. Sono persone povere che chiedono l’elemosina, ma giustamente, a cominciare dai commercianti, sempre più spesso ci si domanda cosa si nasconda dietro questo fenomeno. Certamente la criminalità che importa giovani, donne e bambini da Paesi stranieri, prospettando loro una vita decorosa in Italia, e obbligandoli poi a vivere in condizioni vergognose. Di fronte a questo panorama è giusto sapere allora che nel momento in cui diamo 20 centesimi, un euro a queste persone in realtà li stiamo molto spesso dando ai criminali che operano dietro di loro. Che fare, dunque? Esiste un sistema con cui scoprire l’eventuale gioco sporco: offrite al mendicante una bottiglietta d’acqua o dategli un panino da mangiare. Dalla sua risposta capirete se veramente ha bisogno del vostro aiuto. laura.fasano@ilgiorno.net