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L’irresponsabilità di chi guida ubriaco o drogato

Non passa giorno senza che in Italia avvenga un incidente automobilistico in cui è coinvolto un guidatore con tasso alcolico di gran lunga superiore a quello consentito. Allora mi chiedo perché nel caso di omicidi stradali c’è bisogno d’introdurre un nuovo reato: se mi sono messo alla guida di un auto con la consapevolezza di poter provocare un incidente, dovrei essere incolpato come minimo di “omicidio preterintenzionale” con le attenuanti o le aggravanti del caso? Franco Barbalonga

IN REALTÀ potremmo aggiungere altri esempi: per esempio se si rubano 100 € dalla borsa di una signora e si viene catturati, si entra in carcere immediatamente e subito processati. Se invece si uccide un ragazzo di 17 anni, invadendo la sua corsia e investendolo in pieno perché ci si è messi al volante con un tasso alcolemico che supera di 3 volte il limite di legge non solo non si viene arrestati subito, ma in carcere non si andrà mai. Allora da questa assurdità nasce la volontà da parte delle forze politiche di arrivare ad una legge che preveda una pena “equa” per il danno provocato che serva anche da deterrente e renda un minimo di giustizia a chi ha perso la vita per il comportamento criminale del guidatore. Una macchina non è un poltrona, è un’arma bianca. Se la si usa senza essere coscienti di questo, si può uccidere. Tutte le stragi che si verificano sulle nostre strade non sono dovute al caso, sono dovute all’irresponsabilità, all’imbecillità, alla mancanza di rispetto per gli altri. Dieci morti al giorno sono un’urgenza da affrontare subito. laura.fasano@ilgiorno.net