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Kiraly e Lang Ping, l’umiltà delle leggende

Ho avuto la fortuna di conoscere sia Karch Kiraly che Jenny Lang Ping, gli allenatori delle due squadre che hanno giocato la finale del mondiale femminile al Forum, circa 25 anni fa. Lei venne a giocare a Modena a fine carriera, nel 1989-90, e non ho mai visto una giocatrice dalla tecnica così sopraffina. Con una squadra che non poteva competere per lo scudetto, riuscì a vincere in campo una Coppa Italia, e a far vedere alle compagne che cosa fosse una campionessa, ma soprattutto una professionista meticolosa e vera, che faticava a darsi pace quando scopriva che un paio di compagne molto giovani non erano nelle loro camere dopo una certa ora, e chiedeva all’amica Mercedes Gonzales: “Perché? Sarà successo qualcosa?”, e qualcosa stava succedendo di sicuro, ma non era quello che pensava lei. I buoni rapporti del club modenese con il Partito Comunista (allora si chiamava così) aiutarono a mettere a segno uno dei colpi più importanti nella storia del volley femminile. Poi la Lang Ping è tornata da allenatrice, a Modena, e ha portato sotto la Ghirlandina scudetto e Champions, tra le altre cose.

Karch Kiraly lo conobbi qualche mese dopo, venne a Modena al circolo Mammut in occasione degli Oscar del Volley, e mi impressionò perché dopo circa tre-quattro mesi dal suo arrivo sapeva sostenere un’intervista televisiva in italiano, segno che al di là dei cromosomi buoni per il volley, il destino gli aveva donato anche una grande intelligenza. Negli ultimi anni ci siamo risentiti via email per interviste e contatti vari, ed è sempre stato gentilissimo, mai una volta che se la sia tirata. E dire che potrebbe anche farlo: stasera ha fatto vincere agli Stati Uniti il primo mondiale femminile della sua storia, nella prima stagione da capo allenatore. Prima aveva avuto l’umiltà di studiare per quattro anni, come assistente di Hugh McCutcheon. Prima ancora, da giocatore, aveva creato un mito che credo nessuno potrà mai nemmeno avvicinare, diventando il primo e finora unico essere umano capace di vincere le Olimpiadi nella pallavolo indoor e poi anche in quelle del beach volley nel 1996. In mezzo ci ha vinto anche un mondiale nel 1986, quando un collega più bravo di me scrisse ‘oggi abbiamo visto il futuro del volley‘.

Ma i record esistono in tutti gli sport. Quello che stupisce, sia di Kiraly che della Lang Ping, è che potrebbero guardare tutti dall’alto in basso. Lo fa gente che ha vinto uno scudetto stando sempre in panchina, figuriamoci se non potrebbero farlo loro, che hanno scritto la storia del loro sport.

Se non lo fanno, un motivo ci sarà.