Méliès, il genio ritrovato tra Scorsese e gli Air
Articolo pubblicato su Qn il 26/02/2012
ARRIVÒ dopo Astolfo e prima dell’Apollo 11 e di Armstrong. Ma fece conoscere al mondo come era fatta la luna. “La voyage dans la lune”, il suo viaggio sulla luna, viene considerato solo ora dal grande pubblico, con colpevole ritardo, un capolavoro del cinema. E’ datato 1902, quando il cinema era un’arte in espansione. E quando a dettare legge erano solo i fratelli Lumière. Ma Georges Méliès ha inventato la fantascienza. Ha finito col trascorrere i suoi giorni gestendo un chiosco con Jeanne D’Alcy, attrice nei suoi film diventata poi sua moglie. E con una pensione che il sindacato del cinema gli ha riconosciuto, anche in questo caso, con colpevole ritardo.
Adesso a più di un secolo di distanza dal suo capolavoro sembrano essersi ricordati tutti di lui, come d’incanto, come in uno dei suoi più celebri giochi di prestigio (dirigeva il teatro Robert-Houdin di Parigi). Quella luna che ci ha fatto toccare e che Thomas Edison volle mostrare a New York, appropriandosi di notte di una copia della pellicola, diventò evocativa per Billy Corgan, leader e cantante degli Smashing Pumpkins, che regalò uno dei videoclip, a 15 anni di distanza, tuttora tra i più cliccati: “Tonight tonight”. Ma il meglio è arrivato soltanto dopo. Gloria postuma e meritata. Il genio di Méliès è stato celebrato ora da Martin Scorsese nel suo film “Hugo Cabret”, in corsa per gli Oscar.
E COME se non bastasse, proprio in questi giorni in cui tutti hanno sulla bocca “Hugo Cabret”, i francesi Air (band elettronica di culto) regalano un disco che si chiama “La voyage dans la lune”, un po’ colonna sonora, un po’ vera e propria sonorizzazione del restaurato capolavoro di Mèliés a 110 anni dall’uscita. Un disco che spinge l’immaginazione oltre qualsiasi confine reale, solo dove il cinema di Méliès sarebbe riuscito ad arrivare. Senza aver bisogno di 3D o di diavolerie varie. Ecco la magia dell’illusionista-regista-autore-regista Georges. Un eroe tragico a cavallo tra i due secoli precedenti, perché, nonostante il genio, non se la passò benissimo negli ultimi anni della sua vita, mentre l’invenzione dei fratelli Lumière veniva definitivamente percepita e ne veniva riconosciuto il valore. Fu un giornalista a ritrovarlo nel chiosco insieme alla sua musa e fu Louis Lumière a consegnargli la Legion d’onore nel 1931. Ora grazie a Scorsese e anche agli Air il mito, ma soprattutto il genio di Méliès torna a vivere.