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Quei selfie sui luoghi delle tragedie

I GIOVANI che si stanno impegnando per le alluvioni a Genova e Parma sono da esempio per tutti. Il popolo italiano a testa alta nella sua più grande espressione di nazione.
MariaGraziek, ilgiorno.it

Questi giovani che stanno aiutando gli alluvionati dimostrano lavoglia di fare che hanno e che non possono usare da altre parti perché in Italia il mondo del lavoro è bloccato. Ottimo lavoro ragazzi, l’Italia è orgogliosa di voi.
Pippo, ilgiorno.it

SONO CENTINAIA, quasi tutti giovanissimi, tutti lì per dare una mano con generosità. Molti di loro hanno rispolverato le magliette dell’alluvione del 2011, con la scritta marrone “Non c’è fango che tenga”. Volti sorridenti, entusiasti ed energici mentre armati di vanga, guanti e stivaloni da cantiere ripuliscono la città. I genovesi mostrano la loro gratitudine come possono. C’è chi sorride, chi li ringrazia, ci sono baristi che distribuiscono gratuitamente panini, camioncini di commercianti che distribuiscono le bibite. I ragazzi mangiano e bevono esausti seduti sui marciapiedi insozzati dalla melma del torrente. E si fanno un selfie tra le rovine, perché vogliono far sapere che ci sono anche loro. E fanno bene: in una società che non li considera, quelle foto testimoniano la loro voglia di esserci, di agire, di sostenersi l’un l’altro. Dimostrano, questi ragazzi, infangati e sorridenti, l’altruismo, la generosità, la capacità di azione. La loro presenza nelle strade è un vero fiume in piena che bisogna saper ascoltare.

laura.fasano@ilgiorno.net