Se il vandalo si cura e educa con i libri
Libri come punizione per i vandali: mi sembra un’ottima idea. Il vandalismo è figlio dell’ignoranza, speriamo che questa misura serva a farli riflettere. Gigio, da ilgiorno.it
Baby vandali «condannati» a leggere libri: credo che un libro dovrebbe essere considerato un premio, non una punizione. Per «rieducarli » troverei più opportuno fargli pulireì i parchi o imbiancare i muri imbrattati. Rodolfo, da ilgiorno.it
NON TUTTI I VANDALI sono uguali e quindi probabilmente anche le punizioni che vengono decise rispondono a logiche e necessità differenti. Però la scelta del sindaco di Ripalta Cremasca, dopo un episodio di vandalismo che ha visto
come protagonisti due giovanissimi di appena 11 anni, può essere considerato educativo. I due piccoli aspiranti incendiari sono stati infatti condannati ad andare in biblioteca, leggere tre libri e mettere in ordine alfabetico tutti i tomi presenti (ben 13mila). Meglio questa punizione che altre più impegnative sul piano fisico? Difficile dirlo, anche perché le manifestazioni di disagio mal espresso che sfociano in atti vandalici devono essere certamente prevenute, contenute e, se necessario, sanzionate, ma l’individuazione delle responsabilità ultime è un argomento che non può essere affrontato semplicisticamente. I ragazzi devono essere aiutati, inseriti in una progettualità e in esperienze tali da far loro recuperare le relazioni, sia con le persone sia con le cose e l’ambiente. Con o senza libri.
laura.fasano@ilgiorno.net