L’inutile crudeltà riservata agli animali
Moncler, marchio di tendenza e ormai famoso in tutto il mondo è finito nella bufera per un video andato in onda su Report. Nonostante l’azienda si difenda smentendo le accuse, paga in Borsa le conseguenze. Dobbiamo fare acquisti più consapevoli perché abbiamo ancora questo potere. Quindi usiamolo, basta con i grandi marchi dove spesso paghiamo l’immagine e non il prodotto.
Davide Ceriani, ilgiorno.it
Il servizio di Report che ha raccontato dei metodi brutali con cui le piume vengono strappate, del fatto che nemmeno si sa se siano effettivamente d’oca e della delocalizzazione operata dall’azienda ha ovviamente suscitato un pandemonio sui social network, scatenati nel protestare contro i metodi con cui gli animali vengono spiumati. E così, la pagina Facebook di Moncler è stata inondata di proteste da parte di animalisti, ma anche di persone che si ritengono truffate nell’aver speso una cifra importante per un prodotto che potrebbe non essere della qualità che viene pubblicizzata. Molti sono anche infuriati per aver scoperto che Moncler non è made in Italy, ma per accorgersi di ciò bastava guardare l’etichetta. In quanto ai prezzi dei piumini, ognuno ovviamente è libero di buttare i soldi dove vuole, ma una cosa oggi dovrebbe essere chiara: non sfruttiamo gli animali per fini commerciali, perché esistono molti materiali che si possono usare in alternativa.
laura.fasano@ilgiorno.net