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Una preghiera per “Gesù Bambino”

Smanetto su youtube. Eccola, la sera dei miracoli. Play. S’accende una poesia. Versi puri. Cantati. Metafisicamente veri. Sarà masochistico. Ma ora che Lucio non c’è più, sono ancora più belli. Più dolci. Anche nell’amarezza estrema della mancanza. Voglio serrarlo ancora, il nodo in gola. Bello così, come ora, non l’avevo mai ascoltato. Search, clic ed eccola, Milano. E’ sempre stata la mia guida turistica, quella melodia. Quando uscivo dalla stazione, un po’ fascista un po’ avveniristica, mi veniva in mente lui. Milano centrale, Milano di Lucio Dalla. Sinestesia di magoni. Suggestioni. Con un viaggio su Zavoli, sulla sua Notte della Repubblica, la mia preferita, con Lucio che cantava l’Italia buia, l’Italia oscura, l’Italia maledetta. Ma che usciva dal tunnel. Col disincanto un po’ burlone, l’umorismo velato di malinconia, ma mai pungente.

Il look, invece, il suo look, me lo vedo davanti. Molto più di dieci anni fa: la spiaggia di Riccione, la sabbia sui jeans appiccicati dal calore. Fine agosto ’99. “Ciao”, forse l’album che di lui mi è meno andato giù, è ai blocchi di partenza. C’è lui su una sdraio. E noi, i cronisti, intorno. Lui discorre, con quella testina color carota. Per “ingraziarci” ci ha regalato paletta, secchiello e passino di plastica. In mezzo a quegli aggeggi, il suo cd. Col mercantile dell’est, le sinuose comparse sul palco e i virtuosismi della voce, con un che di manierista. Ci aveva convocato lì, noi giornalisti, nella spiaggia della cosiddetta Perla, per mostrarci anima, spirito e corpo del suo nuovo lavoro. Tipico di lui: far vivere. Sentire. Anche con i balocchi per bimbi nelle mani. Il poeta della canzone era così. Maledettamente sensibile. Maledettamente maledetto. La colonna sonora degli attimi d’ognuno di noi. Volenti o nolenti. Perché le sue note sono diventate proverbi, modi di dire, luoghi comuni persino. Vola alto, grande Lucio. Anche se ti piaceva dire che eri solo un play tascabile. Magari con la maglia della tua (ma non mia, per carità) Virtus. Torna dal grande cielo da dove sei venuto, caro Gesù Bambino.