Lucio Dalla addio, l’”altro” cantautore
Io lo ricordo così. Con quel cappello in testa. Una cuffia. Anzi una papalina, come la chiamano a casa mia e probabilmente non solo lì. E il microfono attaccato alla bocca a cantare canzoni. Era un cantautore Lucio Dalla. Nel senso letterale del termine. Ma non era un cantautore per come siamo abituati noi a catalogarli quelli lì. I cantautori appunto. Quelli che ogni canzone è una poesia. Ogni canzone è un verso da ricordare, ogni verso è una parte della colonna sonora della vita soprattutto politica, ma anche sociale. Lucio Dalla non era quel cantautore lì. Chitarra e voce sì, anche no e tanto altro (il “Bidibu bee bee” della sigla del vecchio Lunedì film di Rai Uno è suo). E’ vero che ora non troveremo conforto in nessuna delle canzoni dell’appendice finale della sua carriera terminata frettolosamente in un hotel di Montreux. Troppo pop o troppo insulse da pensare che quei pezzi lì li abbia scritti proprio lui. Ci piace, come ora, ricordarlo con le sue vecchie canzoni. Che non saranno state (forse) la colonna sonora di nessuna manifestazione per nessun ulteriore diritto da esigere o da difendere, ma che ci siamo appuntate nella nostra mente, che abbiamo scritto magari così frettolosamente su una pagina di qualche diario. L’hanno fatto anche quelli che sostengono che la musica alternativa venga prima di tutto. L’ho fatto pure io. Perché “Come è profondo il mare” dice molto e di più di qualsiasi altra canzone smaccatamente di denuncia. “Siamo noi, siamo in tanti, ci nascondiamo di notte per paura degli automobilisti, dei linotipisti. Siamo i gatti neri, siamo pessimisti, siamo i cattivi pensieri, e non abbiamo da mangiare.”. Riascoltarla per credere. E per (magari) farsi prendere dalla nostalgia di quel Dalla che, almeno musicalmente, non c’era più da un po’. Strano, atroce, beffardo il destino. E qualsiasi altro aggettivo da accodare sarebbe superfluo e allo stesso tempo ben accetto. Tra tre giorni avrebbe compiuto 69 anni. E tutti sapevamo il giorno in cui Lucio Dalla era nato. 4 marzo 1943. Questa è ancora la sua forza. Oltre le etichette.