Alonso e una scelta da rispettare
Il ritorno di Alonso alla McLaren, già.
Era ovviamente una cosa decisa da mesi, diciamo dall’estate.
Io credo significhi tanto il fatto che un marchio come Honda abbia voluto legare il suo ritorno in Formula Uno alla figura di Fernando.
Trovo infantili, per usare un eufemismo, i tentativi di sminuire la portata dell’operazione.
Che poi si tratti di una scelta vincente, diciamo nel medio termine, è tutto da verificare.
Di sicuro un ferrarista equilibrato si chiede (e non da oggi) come mai Alonso tra le difficoltà di Maranello e il mistero di Woking abbia optato per la seconda soluzione.
Libero ognuno di dare la risposta che preferisce, ci mancherebbe.
Così come (l’ho sempre scritto) il giudizio sul ‘personaggio’ Fernando è aperto a qualunque interpretazione.
Ma sul pilota no.
Nel senso che Fernando è un grande campione e ve lo sentirete dire da Vettel-Hamilton-Raikkonen-Rosberg eccetera eccetera. Il carattere, quando si parla dell’autista, non conta e non c’entra.
Sono diventato vecchio e persino famoso sforzandomi di sostenere una antichissima tesi.
Il tale ti può anche stare sui coglioni e puoi trovarlo deplorevole negli atteggiamenti, ma se nel fare il suo mestiere è bravo tu devi riconoscere che è bravo.
Vale in ufficio, a scuola, in fabbrica. Vale anche all’interno di una Scuderia di Formula Uno.
Per questo io ho un grandissimo rispetto per Alonso e seguirò con attenzione la sua avventura bis in McLaren.
Non mi sono mai ‘zerbinato’ quando guidava la Ferrari, per la quale farò sempre il tifo. Speravo ci regalasse almeno un titolo mondiale. Non ci è riuscito e mi dispiace. Ora che è un ex in Rosso, curiosamente qua e là affiora, mediaticamente, un simpatico revisionismo.
Ahi serva Italia di dolore ostello! (tra parentesi, Dante davvero aveva capito ogni cosa del nostro Dna).
Ho trovato ridicoli gli atteggiamenti dei fans sfegatati (quelli che se non scrivevi che Alonso era il più grande all time ti prendevano per un nemico). In Spagna, dove credono che l’automobilismo sia nato nel 2001, tanti faticano a capire. Me ne farò una ragione, tanto ormai è tardi per tentare l’ennesima, inutile spiegazione.
Ho trovato ridicoli anche gli atteggiamenti degli anti. Tra l’altro, il ragionamento è banalissimo, nonché doppio. Se Alonso fosse una pippa, i titoli di Vettel cosa varrebbero, dove starebbe la grandezza di Seb? E se Vettel fosse una pippa, contro chi Fernando avrebbe perso per un quadriennio? Contro Magilla Gorilla?
Scusate la citazione da interista nostalgico.
Io non sono una pirla.
Nemmeno chi qui mi frequenta, oso sperare.