Ferrari, la favola di Natale
Stavo camminando in mezzo ad un nebbione.
Una di quelle nebbie che a casa mia, nei dintorni di Maranello, non si vedevano più da anni.
Dovevo essermi perso.
‘Beh, non riconosce più casa sua?’
Il Vecchio che mi si parava davanti aveva qualcosa di familiare.
Sì, ci eravamo conosciuti una vita fa. E lui, chissà perché, mi aveva manifestato una istintiva simpatia. Mi aveva portato fortuna.
‘Senta –mi disse il Vecchio con quell’accento modenese che ci rende unici-, senta, ma come vanno le cose giù, nella mia fabbrica?’
Il solo fatto che usasse ancora la parola ‘fabbrica’ me lo faceva sentire amico.
Cosa vuole, provai a rispondere, adesso abbiamo un presidente per il quale essere il numero uno della Fabbrica, come dice lei, o della Iveco è la stessa cosa. Uno queste cose le percepisce a pelle. Se siamo solo cifre e bilancio, aggiunsi, la passione finisce, l’emozione svanisce e allora di che stiamo a parlare?
Il Vecchio sospirò. Scusi, continuò, ma di cosa si occupa adesso l’ex ragazzo col ciuffo a tergicristallo, quel tipo che mi faceva da garzone di bottega negli anni Settanta?
Si occupa di banche, di treni e di aerei, risposi io. In compenso il ciuffo è sempre quello, la liquidazione che ha preso per sloggiare sfamerebbe l’intero Sudan e però le assicuro che l’ex ragazzo vive una profondissima crisi di identità, gli hanno portato via il giocattolo della vita e buonanotte suonatori.
Il Vecchio era un po’ stupito. Ma almeno, mi chiese, la macchina è ancora Rossa?
Per ora, sibilai.
Il Vecchio ormai si tratteneva a stento. Quasi quasi, mormorò, potrei tornare giù per fare piazza pulita, alla mia maniera.
Ah, no, lo stoppai. La ramazza l’hanno già usata, non si preoccupi. In alcuni casi doverosamente, in altri magari meno, comunque adesso a parte il boss che confonda Cnh Hollande macchine movimento terra con la Fabbrica, ecco, a parte lui, forse siamo in grado di ripartire. Sa, andai avanti, abbiamo anche due bravi piloti e…
Il Vecchio mi fermò: avete per caso ingaggiato Hamilton e Alonso?
No, replicai io. Abbiamo i due Biondini, Vettel e Raikkonen.
Il Vecchio sorrise, si girò a scrutare nella nebbia, poi chiamò ad alta voce: ‘Ayrton e Gilles, venite qui un attimo’.
Senna e Villeneuve si fecero avanti.
Io avevo il cuore che sanguinava , un groppo in gola e il desiderio di restare nella nebbia per sempre.
Il Vecchio disse loro: ‘Spiegate a questo coglionaccio che se la macchina non va nemmeno voi sareste in grado di farla vincere’.
Ayrton aveva quel sorriso di una volta, solo meno triste. Gilles era uguale a com’era fino a quella domenica fottuta di Imola.
I due parlarono con una voce sola: ‘Il signor Enzo Ferrari ha ragione, ma tu scrivi che se Seb e Kimi ci metteranno l’anima, beh, voi ferraristi soffrirete un po’ meno’.
Buon Natale a tutti.