Greta e Vanessa smettiamola di insultarle
Le due volontarie meritano muto rispetto. Se non si capisce… si fa silenzio invece di inveire contro chi, ha fatto una scelta coraggiosa, quella di andare in un Paese in guerra ad aiutare. Archi, ilgiorno.it
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In un Paese dove le donne le trattano come stracci e in guerra civile queste due ragazze vanno lì a far il volontariato? Ci sono tante persone qui da aiutare… AlessandraPalmi, ilgiorno.it
LA FACCIA TIRATA, l’espressione stanca, impaurita, il fisico indebolito dalla lunga prigionia, l’abbigliamento islamico: sono l’emblema del terrore Greta e Vanessa, le due volontarie italiane rapite in Siria a luglio. Eppure più che muovere angoscia la loro vicenda continua a sollevare scomposte reazioni, portate avanti con linguaggio offensivo, squalificante e sessista. Chi getta sarcasmo su di loro (su quelle «due stupidelle», le stronz. di Aleppo) lo fa, in realtà, soprattutto perché colpito dalla giovane età. Agli occhi di molti sono delle «irresponsabili», inguaribili fanatiche che «se la sono andata a cercare». Intendiamoci, ciascuno è libero di pensarla come vuole, si potrebbero addirittura aprire dibattiti sull’opportunità o meno di pagare riscatti per i rapiti. Ma entro certi limiti. Perché ci piaccia o no, Greta e Vanessa, sono le nostre ragazze. Sono vive e dobbiamo riportarle a casa. laura.fasano@ilgiorno.net