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Mauro Forghieri compie 80 anni (ne dimostra 40)

Mauro Forghieri compie ottant’anni.

Quando ho il piacere di trovarmi in sua compagnia, sono assalito come Benigni da un insano desiderio: mettermi tutto ignudo per la felicità.

Voglio dire che Forghieri rappresenta il meglio e il massimo dell’automobilismo, per come io lo considero e lo vivo.

Siamo diventati grandissimi amici eppure non riesco a dimenticare l’emozione che provai la prima volta in cui mi fosse possibile parlargli.

Era l’alba degli anni Ottanta, Villeneuve era ancora vivo e a Fiorano presentavano non so più quale monoposto di Formula Uno.

La cosa bella di ‘Furia’, come lo chiamavano e lo chiamano ancora, è la genuina disponibilità che manifesta a cospetto di argomenti che appartengono alla sua vita, alla sua esistenza, alla sua carriera.

Il tutto senza mai cedere alla tentazione di sentirsi, come invece è, un pezzo della storia migliore d’Italia.

Avrei una miniera di aneddoti da disvelare, frutto di una frequentazione sempre più intensa.

Ma non ci vorrebbe un blog, nemmeno una pagina di giornale, nemmeno un libro.

Servirebbe una enciclopedia.

Dirò solo, qui e ora, che Forghieri conserva un ricordo affettuoso di Enzo Ferrari, reputa Gilles Villeneuve il pilota iù affascinante con il quale gli sia capitato di lavorare, si tormenta al pensiero di non essere stato ai box di Imola quella fottuta domenica del 1982, ha una venerazione per il talento di Lauda, eccetera.

Sul presente, tuttora capisce più lui di Formula Uno di cinquanta ingegneri della Rossa 2015 messi insieme.

Fa parte del suo bagaglio di convinzioni anche il sospetto che Alonso, pur bravissimo al volante, abbia indirizzato la Scuderia, per cinque lunghi anni, su sentieri sbagliati.

S’intende che ogni sua opinione è sempre aperta al dibattito più franco, anche se io spesso faccio fatica ad esercitare il diritto di opposizione. Non è semplice, quando hai di fronte un Totem.

Gli voglio un bene dell’anima e credo si sia capito. Lui è persino riuscito a comprendere cosa sia questo Clog e vi risparmio, per carità di patria, i suoi commenti sui vostri commenti (e anche sui miei, si capisce).

Adesso andiamo a festeggiare gli ottanta, anche se ne dimostra 40. Ma stiamo già pensando a cosa ci inventeremo per i cento.

Miei, mica suoi.