Blog Quotidiano.net

Blog Quotidiano.net

I blog degli autori di Quotidiano.net, il Resto del Carlino, La Nazione ed Il Giorno online

di

Pianigiani fa squadra con gli altri ct azzurri per un futuro migliore

L’ultima tentazione del basket italiano è quella di consigliare ai nostri giovani di emigrare per farsi le ossa. E’ nata da una cattiva interpretazione di un buon pensiero del ct Pianigiani: studiare una Sperimentale da esibire contro altre Nazionali la prossima estate. Servirebbe per consentire a chi gioca poco a livello internazionale di metter su un po’ di esperienza: da qui all’idea di un commissario tecnico che invita i giocatori ad andare all’estero ce ne passa.

Contronatura per un ct, l’idea di far emigrare i giovani sarebbe un ulteriore autogol per un’Italia che ne ha già incassati troppi. Oltre che un falso storico: non c’è bisogno di ricordare che i vari Fotsis, Navarro, per non dire i Gasol e i Parker felicemente passati di là dall’Oceano, la pista di decollo l’hanno trovata a casa loro. Come del resto i Myers e i Basile, i Belinelli e i Gallinari, per fermarci ai nostri eroi più recenti: tutti sbocciati giocando qui, senza aver intorno chi consigliasse loro di fare la valigia.

Da Pianigiani, invece, arriva una Nazionale che fa da ponte fra il passato e il futuro: nella squadra per un All Star game dove gli stranieri sembrano esser stati scelti dalla famigerata giuria demoscopica di Sanremo (nessuna traccia di stelle vere come Andersen e Sanikidze), il tecnico azzurro ha chiamato i ragazzi che il becco in Europa l’hanno già bagnato (Gentile, Melli, Cinciarini, Aradori). E’ il primo segnale di una piccola rivoluzione che è già iniziata. A render davvero nuovo l’attuale corso è lo studio verticale del vivaio italiano, un lavoro di ricerca diventato necessario dopo che i club, a parte qualche felice eccezione, hanno smesso di reclutare talenti. A un buon tecnico come Capobianco il ct ha affidato il compito di trovare sull’intero territorio nazionale i possibili giocatori del futuro e anche gli allenatori di qualità, perché senza i secondi è difficile avere i primi. Un progetto che nel basket è innovativo e va di pari passo con quel che stanno facendo Berruto nel volley, Campagna nella pallanuoto, l’ultimo arrivato Brunel nel rugby e, in uno sport individuale come il ciclismo, anche Bettini, ammiragli con i quali, guarda caso, Pianigiani ha contatti frequenti e progetti comuni in vista. E’ un modo di adeguarsi ai tempi, una strada da seguire: se si rivelerà buona o meno, saranno gli anni e soprattutto i giocatori a dirlo.

La frase della settimana. “Sarei stato un grande playmaker, ma mi ha fregato l’altezza” (Lucio Dalla trent’anni fa non immaginava che oggi a fregarlo sarebbe stato il passaporto).