Russi, canadesi. Viriginio Martinez e le Isole Faroe
ARTIGIANI, salute benessere, le esperienze di altri (sopravvalutati?) mondi. Le Identità Naturali, altro focus dell’edizione 2015, presentano l’alta pasticceria di Loretta Fanella, la cucina vegana di Simone Salvini e la cucina crudista di Daniela Cicioni. Poi c’è l’aspetto internazionale e planetario del congresso, con una girandola di stelle. Lo chef Daniel Humm con il general manager Will Guidara dell’Eleven Madison Park, 3 stelle Michelin, miglior ristorante del Nord America, parleranno del loro successo. Più stimolante, al netto della geopolitica San Pellegrino, lo chef peruviano Vigilio Martinez del Central del Lima e del Lima Floral a Londra. Lo chef russo Vladimir Mukhin del ristorante The White Rabbit di Mosca. Daniel Burns, canadese, ex pasticciere
del Noma e responsabile del Test Kitchen al Momofuku di David Chang, ha aperto a New York il Luksus a Greenpoint e il Torst a Brooklyn: prima stella Michelin a tenere in carta solo birre artigianali da tutto il mondo. Identità Pasta rende onore a Tony Mantuano del ristorante Spiaggia di Chicago. Lo chef Poul Andrias Ziska del ristorante Koks di Tórshavnnelle isole Faroe ci farà conoscere gli ingredienti locali delle sue ricette internazionali. Il racconto di Luca Fantin, il miglior cuoco dell’anno per la Guida di Identità Golose, executive chef al Bulgari Restaurant nella Ginza Tower di Tokyo in Giappone, al Mugaritz di Andoni Luis Aduriz per 3 anni, sous chef di Heinz Beck alla Pergola. Infine il gastro-pub Harwood Arms, a Fulham, l’unico pub con una stella Michelin. Lo cura Brett Graham, due stelleMichelin. Troppi inglesi, forse.